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Funghi resistenti agli antibiotici: il caso Candida auris

12 Aprile 2019

Era il 1929 quando Alexander Fleming, quasi per caso, scoprì l'azione antibiotica della penicillina in una piastra su cui stavano crescendo colonie di Staphylococcus aureus. La nostra guerra contro i patogeni sembrava essere stata vinta ma quella era solo una battaglia e oggi, nel 2019, sembra che il genere umano stia subendo una rivincita da parte di questi microrganismi. Tra i tanti esempi di resistenza agli antibiotici, è giunto all'onore delle cronache, grazie a un lungo articolo pubblicato su The New York Times, il fungo Candida auris.

 

L'antibiotico resistenza

 

I microrganismi - batteri, funghi, virus e parassiti - si evolvono proprio come gli altri esseri viventi. Quando abbiamo iniziato a usare gli antibiotici, gli individui più deboli sono scomparsi ma quelli più forti, in grado di resistere, sono sopravvissuti e si sono riprodotti. La selezione naturale ha agito (e sta continuando a farlo) su di loro, facendo sì che i medicinali a nostra disposizione non riescano a debellarli. Questa è una situazione di emergenza, tanto che i leader mondiali, nel 2016, si sono riuniti a New York nell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per discutere della lotta contro l'antibiotico resistenza. Per avere un'idea dell'entità del problema, basti sapere che questa è stata la quarta volta nella storia delle Nazioni Unite che un tema riguardante la sanità è stato discusso durante l'Assemblea Generale. I precedenti erano legati all'HIV, alle malattie non trasmissibili (patologie cardiovascolari, cancro, malattie respiratorie croniche, diabete) ed Ebola. Tra le minacce alla salute globale dovute all'antibiotico resistenza figura Candida auris.

 

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Una "nuova" minaccia: Candida auris

 

Candida auris è un fungo, per l'esattezza un lievito, che può causare gravissimi problemi in pazienti ospedalizzati: una volta entrato nella circolazione sanguigna e diffusosi in tutto il corpo, è in grado di generare infezioni gravi e invasive. Il più alto rischio di infezione è corso da coloro i quali sono in ospedale da lungo tempo, hanno un catetere venoso centrale o altro tipo di tubi che entrano nel corpo e chi ha ricevuto in precedenza farmaci antibiotici e antimicotici. Il CDC-Center for Diseases Control and Prevention ritiene che Candida auris sia una minaccia preoccupante per tre ragioni:

  • è spesso multifarmaco-resistente, il che significa che resiste a più tipologie di antimicotici comunemente impiegati nel trattamento delle infezioni da Candida (ad esempio la Candida albicans, che causa la candidosi, infezione delle mucose genitali);
  • è difficile da identificare con i metodi standard e, in laboratori non specializzati, può essere individuata erroneamente portando a una gestione non appropriata del problema;
  • ha causato epidemie in strutture sanitarie.

Di quest'ultima eventualità ha parlato l'articolo di Matt Richtel e Andrew Jacobs sul New York Times.

 

L'articolo del New York Times
 

L'articolo racconta che lo scorso maggio un anziano è stato ricoverato nel reparto di Brooklyn del Mount Sinai Hospital (New York, USA) per un'operazione di chirurgia addominale e un esame del sangue ha rivelato che era stato infettato da Candida auris. Il fungo attacca persone con un sistema immunitario indebolito causando infezioni del sangue, di lesioni e infezioni delle orecchie (ecco perché auris, dal latino "orecchio"). L'uomo è stato subito posto in isolamento e, dopo 90 giorni, è morto. Nel periodo di degenza il personale medico ha mostrato di essere terrorizzato dal contatto con l'anziano malato, quasi come lo erano i loro predecessori con i primi pazienti affetti da AIDS. Effettivamente Candida auris ha mostrato di essere un osso duro: tutta la stanza, qualsiasi oggetto o superficie, è risultato contaminato dal fungo, un microrganismo così invasivo che sono state necessarie delle apparecchiature speciali per la pulizia e la rimozione di parti del soffitto e del pavimento per assicurarsi l'eradicazione.
Negli ultimi cinque anni C. auris ha fatto il giro del mondo: da un'unita neonatale venezuelana, a un ospedale spagnolo, passando per la terapia intensiva di un centro inglese, fino ad attecchire in India, Pakistan e Sudafrica.
Non possiamo considerarla, però, una nuova minaccia: Candida auris è stata identificata per la prima volta in Giappone, nel 2009, ma una review ha rivelato la presenza del ceppo in Corea del Sud già nel 1996. Ha avuto quindi origine in Asia orientale? Il sequenziamento dell'intero genoma svolto dal CDC su campioni raccolti in Asia orientale, Asia meridionale, Africa meridionale e America meridionale, suggerisce che C. auris sia emersa indipendentemente in più regioni all'incirca nello stesso periodo.

 

Perché tanta discrezione?

 

Gli autori del New York Times raccontano di numerosi casi diffusi negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Ma fino a ora non ne avevamo sentito parlare. Perché? L'emergenza dovuta a una possibile epidemia di Candida auris potrebbe causare problemi nella sanità come in agricoltura. Nel primo caso si è preferito non diffondere la notizia per non creare panico e diffidenza nei confronti delle strutture ospedaliere, tra i focolai di questo tipo di infezione. Nel secondo caso la questione è di grande interesse quanto complessa: alcuni scienziati ipotizzano che l'antibiotico resistenza del fungo si sia sviluppata grazie all'uso massiccio di fungicidi in coltivazioni e allevamenti. Come difendersi da un nemico così temibile? I suoi sintomi (febbre, dolori e affaticamento) sono comuni per cui per riconoscere l'infezione è necessario effettuare l'apposito test. È comunque difficile contrarre il fungo se si è in salute e nei luoghi che si frequentano tutti i giorni. Maggiore attenzione va riposta nel caso in cui si frequentino ospedali o case di riposo: in queste situazioni si può domandare se ci sono stati casi di infezione da Candida auris e richiedere come precauzione uno specifico controllo.

 

Se volete continuare ad approfondire la vostra conoscenza degli antibiotici, potrà esservi d'aiuto l'articolo di Barbara Mognetti, "La resistenza agli antibiotici: meccanismi e implicazioni", pubblicato sul numero di febbraio 2015 di Sapere.

 

Credits immagine: foto di Konstantin Kolosov da Pixabay

Copertina   marzo-aprile 2019

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