Sapere Scienza

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HIV: lanciato studio clinico su due promettenti vaccini in Sudafrica

30 Novembre 2016

I National Institutes of Health americani hanno annunciato che uno studio clinico su larga scala riguardante due promettenti vaccini contro l'HIV è iniziato in Sudafrica. Il trial, a lungo atteso, è il seguito dei test del vaccino effettuati in Thailandia dal 2003: i primi risultati hanno stimato una riduzione del rischio di infezione da HIV del 31,2 per cento (anche se alcuni scienziati sono un po' scettici rispetto a questa cifra) a distanza di 3,5 anni dalla vaccinazione. Lo studio in questione, chiamato RV144, è stato guidato dal Programma Militare di Ricerca sull'HIV del governo USA e dal Ministero della salute thailandese. Il trial ha presentato i risultati nel 2009: il nuovo trial mira a portare a un vaccino con regime di protezione superiore rispetto a quello del programma RV144 ed è stato adattato per il sottotipo del virus che predomina nell'Africa meridionale.

 

Vaccini promettenti

Nel nuovo programma, chiamato HVTN 702, saranno messi alla prova due vaccini sperimentali di nuova versione, anche se simili all'inoculazione utilizzate nei trial thailandesi, e saranno coinvolte 5400 persone in differenti aree del Sudafrica, terra in cui ogni giorno si registrano oltre 1000 nuove infezioni di HIV. I vaccini al centro della sperimentazione sono forniti dalla Sanofi Pasteur e dalla GlaxoSmithKline. I risultati sono attesi per la fine del 2020; saranno coinvolti nel programma uomini e donne sessualmente attivi, di età compresa tra 18 e 35 anni, non infetti da HIV, provenienti da 15 siti del Sudafrica.

 

Un'epidemia ancora pericolosa

"L'HIV ha effetti devastanti in Sudafrica, ma ora inizierà un'esplorazione scientifica molto promettente per il nostro paese. Se verrà trovato un vaccino contro l'HIV efficace in Sudafrica, potremmo alterare drasticamente il corso della pandemia" ha dichiarato Glenda Gray, a capo del Protocollo HVTN 702. La notizia arriva proprio nei giorni in cui l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l'allarme HIV in Europa, in particolare riferendosi al picco di casi che si sta facendo registrare in Russia. Nell'Unione Europea, una persona su 7 non sa di essere stata infettata dall'HIV e in Russia l'epidemia sta crescendo come negli Stati Uniti negli anni Ottanta. Nel continente europeo, il 2015 è stato un anno record per la diffusione del virus, con 153.407 casi, rispetto ai 142mila dell'anno precedente.

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