Sapere Scienza

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Un morto su sei all'anno è causato dall'inquinamento

26 Ottobre 2017

Ogni anno, un morto su sei è causato dall'inquinamento. Più di malaria, AIDS e tubercolosi messi insieme. Aria sporca in Cina, acqua contaminata nell'Africa sub-sahariana, operazioni minerarie tossiche in Sudamerica: una ricerca pubblicata di recente sulla rivista The Lancet stima in circa 9 milioni all'anno i morti attribuibili all'inquinamento. La maggior parte di questi decessi si verifica nei paesi poveri e in via di sviluppo. "Non solo. Sappiamo che l'inquinamento uccide molte persone ma no abbiamo idea della grandezza totale del problema" ha commentato Philip Landrigan, della Mount Sinai School of Medicine e tra gli autori del report.

 

Il progetto biennale di indagine, che si basava su dati provenienti da ricercatori in più di 130 paesi che hanno documentato le cause delle malattia e delle morti premature negli ultimi decenni, ha portato alla luce il fatto che la cattiva qualità dell'aria era il più importante "killer" legato all'inquinamento. Con questo termine si vuole includere sia l'inquinamento esterno provocato da mercurio, arsenico e altri particolati dannosi, sia la scarsa qualità dell'aria delle abitazioni, causata dalla combustione di legna, sterco e di altri materiali organici, l'inquinamento delle acque e quello dei luoghi in cui si lavora.

 

Il risultato sono circa 9 milioni di morti provocati da malattie cardiache, ictus, cancro ai polmoni e altri problemi respiratori, malattie gastrointestinali, polmoniti. Nel 2015, il numero maggiore di decessi attribuibili all'inquinamento si è avuto in India e in Cina, con circa 2,5 milioni e 1,8 milioni di morti rispettivamente. Altri paesi gravemente colpiti dal fenomeno sono stati poi Pakistan, Bangladesh e Kenya.

E gli scienziati lanciano l'allarme: il riscaldamento del clima terrestre potrebbe far crescere il numero dei morti, in assenza di azioni internazionali di mitigazione.

copertina   agosto-settembre 2017

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