Sapere Scienza

Sapere Scienza

Come impari l'inglese? Lo dicono i tuoi occhi

4 Luglio 2018

Scoprire il modo in cui gli studenti stanno imparando l'inglese registrando il percorso dei loro occhi sul testo. Si basa su questo la ricerca svolta dal MIT-Massachusetts Institute of Technology: utilizzando i dati generati da videocamere che seguono gli occhi dei lettori, gli scienziati hanno trovato degli schemi ripetuti nei movimenti oculari. Quest'ultimi sono fortemente correlati alle prestazioni su test standardizzati per verificare la conoscenza dell'inglese come seconda lingua.

 

L'illusione di una lettura continua

 

Lo studio del MIT approfondisce un fenomeno di cui difficilmente ci accorgiamo quando leggiamo: i nostri occhi non leggono in maniera continua le righe di testo ma si fermano su determinate parole per un intervallo di tempo compreso tra 200 e 250 millisecondi. Può anche succedere che saltino da una parola all'altra per circa un ventesimo di secondo. Roger Levy, coautore del lavoro, che sarà pubblicato all'interno dei Proceedings of the 16th Annual Conference of the North American Chapter of the Association for Computational Linguistics: Human Language Technologies, ha affermato: "Nonostante si abbia un'esperienza soggettiva di un continuo e facile scorrimento del testo, questo non è assolutamente ciò che fanno i vostri occhi. I vostri occhi saltano in giro, per lo più avanti, qualche volta indietro. La vostra mente ricuce insieme un'esperienza omogenea...Questa è una testimonianza dell'abilità della mente di creare illusioni". In particolare, quando stiamo imparando una nuova lingua, gli occhi possono soffermarsi su una specifica parola per più tempo, nel tentativo di capire il testo. Se analizzati in un contesto definito, i percorsi tracciati dal movimento degli occhi, quindi, possono rivelare molto sulla comprensione di uno scritto.

 

banner articoli sapere4

 

L'esperimento

 

Il contesto chiaro e definito è necessariamente quello di un esperimento appositamente progettato. Gli studiosi hanno adoperato una raccolta di dati che consistevano in registrazioni dei movimenti oculari. Sono stati coinvolti 37 madrelingua inglesi e 145 studenti che imparavano questo idioma come seconda lingua, a loro volta divisi nelle quattro linguaggi di provenienza (cinese, giapponese, portoghese e spagnolo). Agli studenti sono quindi state somministrate 156 frasi da leggere, la metà delle quali fisse per tutti i partecipanti. Le registrazione video del test ha permesso agli esperti di focalizzarsi su una serie di durate, intervalli di tempo in cui i lettori si sono soffermati su particolari parole, definiti "EyeScore". Questi valori hanno mostrato una forte correlazione con i risultati del Michigan English Test (MET) e del Test of English as a Foreign Language (TOEFL), test standardizzati per la verifica della conoscenza della lingua inglese.

 

Tra linguaggio e processi cognitivi

 

Gli esiti dell'esperimento sono un primo passo per costruire un sistema che possa misurare le abilità linguistiche basandosi sul percorso tracciato dagli occhi. Un ulteriore fase consisterà nell'esplorazione dell'interazione tra linguaggio e processi cognitivi. Se ci pensiamo, abbiamo sviluppato la capacità di elaborare un testo scritto negli ultimi migliaia di anni, quindi le nostre abilità nella lettura sono un esempio dell'incredibile plasticità del cervello umano. Gli scienziati sperano di rendere i test oculari sulla lettura ancora più specifici, riuscendo in futuro a effettuare una valutazione definitiva con righe di testo più brevi.

 

Nell'apprendimento come in altri aspetti della vita, scopriamo qual è "Il segreto del successo" leggendo l'articolo di Tommaso Castellani nella rubrica "La formula", pubblicata nel numero di aprile 2017 di Sapere.

copertina   luglio-agosto 2018

  COMPRA IL NUMERO

 
  ABBONATI

 
  SOMMARIO

 
  EDITORIALE

bannerCnrXSapere 0

iscriviti copia

clark

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.