Sapere Scienza

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Fare cruciverba ogni giorno protegge il cervello dai danni dell'età

18 Luglio 2017

Uno studio su larga scala della University of Exeter Medical School e dei Kings College London ha scoperto che le persone che si dedicano con continuità a giochi enigmistici come i cruciverba mostreranno, in avanzata età, un miglior funzionamento del cervello.

Gli scienziati, in un intervento presentato durante l'Alzheimer's Association International Conference (AAIC) 2017, hanno presentato i risultati della ricerca condotta su dati relativi a oltre 17 mila persone in salute, con età che andava dai cinquanta ai novantasei anni. 

 

Cervello "ringiovanito" di dieci anni

Lo studio, uno dei più ampi del settore, ha usato test cognitivi inclusi nel CogTrackTM e nel sistema di test online PROTECT per valutare gli aspetti principali del funzionamento del cervello dei volontari coinvolti nella ricerca. Gli scienziati hanno scoperto che più i soggetti dichiaravano di impegnarsi regolarmente in giochi enigmistici linguistici, migliori erano le loro performance in test di attenzione, ragionamento e memoria. I ricercatori hanno stimato che le persone impegnate in questo tipo di giochi avevano un cervello che, in termini di velocità di ragionamento grammaticale e di accuratezza di memoria a breve termine, era paragonabile a quello di persone di almeno dieci anni più giovani.

 

Necessari ulteriori studi clinici

"Abbiamo trovato una interessatissima relazione diretta tra l'esecuzione di giochi enigmistici linguistici e la velocità e l'accuratezza della performance in nove tipi di test cognitivi, tra cui quelli riguardanti attenzione, ragionamento e memoria. Le performance, generalmente, erano migliori man mano che cresceva la frequenza con cui i giochi venivano effettuati. Sarà necessario tuttavia eseguire altri trial clinici per accertare se, effettivamente, impegnarsi in compiti enigmistici di questo tipo è un'attività che migliora le funzioni del cervello" ha commentato Keith Wesnes, professore di Neuroscienze Cognitive alla University of Exeter Medical School, tra gli autori della ricerca.

copertina   luglio-agosto 2017

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