Sapere Scienza

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NEWS - Piante & Animali

Abbiamo letto spesso quanto disastri naturali, come tempeste violente e uragani, o il riscaldamento degli oceani, distruggano regioni di barriera corallina in tutto il mondo. Questi ecosistemi accolgono numerose specie animali che si ritrovano a non avere una casa, proprio come succede a noi esseri umani dopo una calamità. Per noi esistono i prefabbricati, ma per pesci e coralli come si fa? Gli scienziati dell'Università del Delaware hanno trovato una soluzione grazie a una stampante 3D e del materiale biodegradabile.

L'allarme lanciato qualche mese fa riguardo il rischio di estinzione di un gran numero di specie di insetti non è cessato, anzi. In un articolo recentemente pubblicato su Conservation Science and Practice dai ricercatori della University of Nevada Reno, si è discusso di una particolare questione: è giusto reagire a tale minaccia anche se non siamo in possesso di tutti i dati necessari per tracciare uno scenario globale e quanto più possibile accurato della condizione di questi piccoli animali, tanto importanti per l'equilibrio dei nostri ecosistemi e per la nostra stessa sussistenza?

Era stato trovato in giro a curiosare in una piantagione di palme per la produzione di olio e incarnava la speranza di poter perpetuare la sua specie. Era Tam, l'ultimo rinoceronte di Sumatra (Dicerorhinus sumatrensis) della Malesia e, purtroppo, è morto senza lasciare dei successori. La sua scomparsa rende sempre più incombente l'estinzione di questi animali. Li stiamo per perdere o possiamo ancora intraprendere un ultimo difficile tentativo per salvarli?

Il mondo che si nasconde al di sotto della superficie del mare è per molti sconosciuto. Non fa eccezione la vegetazione marina. Non esistono solo alghe ma vere e proprie piante e, la loro presenza, può rivestire un ruolo importante nella protezione delle spiagge dal fenomeno dell'erosione, legato in parte anche all'innalzamento del livello del mare. La loro azione è quantificabile? Grazie ai ricercatori del MIT-Massachusetts Institute of Technology, per la prima volta, è stato possibile misurare il meccanismo che rende queste praterie sottomarine delle utili e preziose barriere.

Maestose dominatrici degli oceani. È probabilmente così che la maggior parte di noi immagina le balene. Le dimensioni di questi animali non sono sempre state quelle che conosciamo e gli scienziati stanno cercando da anni, studiando i pochi resti a disposizione, di capire quando, come e perché questi cetacei abbiano iniziato a diventare giganti. Pochi giorni fa, su Biology Letters, è stato pubblicato un articolo che tenta di dare una prima risposta a queste domande, smentendo le conoscenze pregresse.

È quasi immediato pensare all'allattamento come una forma di cura parentale esclusiva dei mammiferi. Non è così. Esistono altre specie che nutrono i propri piccoli con liquidi assimilabili al latte, con differenti composizioni legate alle diverse funzioni da svolgere. Un recente articolo pubblicato su The New York Times Science ha tracciato un breve excursus in quella che potremmo definire la Via Lattea che attraversa il regno animale.

Le api sanno sempre stupirci: da loro dipendono una gran parte delle colture che permettono il nostro sostentamento grazie al loro importante ruolo di impollinatori e vivono in società dalla struttura complessa, in cui ciascun individuo svolge una funzione precisa per il bene della comunità. Ora sappiamo che, oltre che con la geometria - scegliendo la forma esagonale per le celle che costituiscono il favo - se la cavano egregiamente anche con la matematica. Lo studio pubblicato su Science Advances da un gruppo di ricercatori del Royal Melbourne Institute of Technology (Australia) e dell'Università di Tolosa (Francia), descrive come questi insetti siano riusciti a imparare a svolgere addizioni e sottrazioni.

Una soluzione a base di acqua e aghi di abete bianco della montagna toscana ottenuta attraverso un processo di cavitazione idrodinamica controllata, ha dimostrato capacità antiossidanti equiparabili o migliori rispetto alle sostanze comunemente usate come riferimento, dalle vitamine C ed E, al resveratrolo alla quercetina. È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori del CNR, dell'Istituto di BIoMETeorologia-IBIMET (HCT-agrifood Laboratory) e dell'Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri (IRET), pubblicato dalla rivista Foods.

Il 2019 è iniziato con una spiacevole notizia: il primo gennaio, nei laboratori dell'Università delle Hawaii, a Manoa, è venuto a mancare George. Mollusco arboricolo, era l'ultimo membro conosciuto della specie Achatinella apexfulva. Perché la morte di una piccola chiocciola è così importante da meritare numerosi articoli e il cordoglio della comunità scientifica? George è, suo malgrado, il simbolo di una Natura danneggiata e che sta divenendo sempre più minacciata e povera a causa dell'azione dell'uomo.

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