Sapere Scienza

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NEWS - Piante & Animali

Sono maestri del camouflage e da secoli affascinano naturalisti e appassionati. Stiamo parlando di seppie, calamari e polpi: unici per le loro capacità, questi molluschi sono in grado di controllare il proprio aspetto tramite neuroni che comandano direttamente milioni di cellule pigmentate - pixel - presenti sulla loro pelle. Gli scienziati del Max Planck Institute for Brain Research e del Frankfurt Institute for Advanced Studies/Goethe University hanno pensato che questo legame neurone-pixel potesse aprire loro un varco verso la comprensione del funzionamento del cervello di questi organismi così particolari, desumendo la presunta struttura della rete di controllo attraverso l'analisi delle dinamiche dei pattern che compaiono sulla loro pelle.

Sentire parlare di termiti ci riporta subito alla mente scenari di distruzione. Ma, come ci racconta un articolo da poco pubblicato su New York Times Science, questi insetti sono in grado di stupirci con la loro capacità di mantenere società complesse con una suddivisione precisa del lavoro, di coltivare funghi e di costruire cattedrali in cui la circolazione dell'aria e la temperatura sono stabili. La lista riguardante le straordinarietà delle termiti non finisce qui e lo studio pubblicato su BMC Biology ne è una dimostrazione. Sembra, infatti, che alcune colonie di termiti siano composte da soli individui di sesso femminile.

Quante volte abbiamo sognato di poter mangiare tutto ciò che vogliamo senza ingrassare? Un desiderio irrealizzabile per molti ma non per tutti. Osservando gli uccelli canori che smangiucchiano continuamente semi e pastoncini dalle apposite mangiatoie posizionate in parchi o in altre zone della sua città e non sembrano perdere la propria linea, il biologo ambientale Lewis Halsey della University of Roehampton si è domandato se la quantità di energia spesa per cantare, giocherellare o fare esercizio possa essere modificata in maniera tale da regolare il peso. Le prime risposte sono state pubblicate in un articolo riepilogativo, una review, pubblicata su Trends in Ecology & Evolution.

Le vediamo con le radici fissate nel terreno, che sia di un vaso o di un'area selvatica. Siamo sicuri che le ritroveremo sempre lì, nello stesso posto: potranno essere cresciute, avere foglie, fiori o frutti a seconda della stagione e, davanti a un pericolo, non potranno fuggire. Un insetto potrà nutrirsi di loro, un fulmine potrà bruciarle, chiunque potrà recidere parti di esse. Sono le piante. Ma siamo proprio sicuri che il mondo vegetale non sia fornito di meccanismi di difesa? Un articolo pubblicato su Science ci racconta una storia diversa.

Nell'Antartide orientale sono state ritrovate le carcasse di numerosi pinguini di Adelia, resti mummificati indizio di eventi mortali di massa avvenuti nel passato. I ricercatori della University of Science and Technology of China e dell'Australian Antarctic Division hanno analizzato i campioni raccolti e cercato di ricostruire le cause di questa tragedia che, in base ai dati ottenuti e pubblicati su Journal of Geophysical Research, potrebbe presto ripetersi.

Una scoperta che cambierà la nostra conoscenza dei meccanismi della fotosintesi clorofilliana tanto da dovere, probabilmente, riscrivere i testi dai quali l'abbiamo studiata. Lo studio che ci svela i nuovi segreti di questo processo è stato pubblicato su Science da un gruppo di ricercatori dell'Imperial College di Londra. Se siete curiosi di capire di cosa si tratta, continuate a leggere.

La morte di Sudan, l'ultimo esemplare di rinoceronte bianco settentrionale, avvenuta pochi mesi fa nella riserva di Ol Pejeta Conservancy (Kenya), è stata un duro colpo per la sopravvivenza di questa sottospecie e il mantenimento della nostra biodiversità. Forse, però, non è tutto perduto: l'utilizzo di materiale genetico crioconservato potrà salvare il rinoceronte bianco e altri animali dall'estinzione.

I cereali sono alla base dell’alimentazione umana e le tracce del loro utilizzo si perdono nei lontani albori della nostra storia. Le Graminacee (in botanica si parla della famiglia delle Poaceae), costituiscono l’80% delle coltivazioni finalizzate alla produzione alimentare. Una parte del successo di questi vegetali è dovuto alla loro capacità di resistere alla mancanza d’acqua. Come fanno queste piante ad adattarsi velocemente alla modifica delle condizioni di umidità dell’ambiente in cui vivono? Scopriamolo insieme.

Sono tra gli animali che più incuriosiscono biologi e appassionati, si nascondono nelle gelide acque delle profondità marine e ciò che si conosce di loro deriva per lo più dallo studio di cadaveri ritrovati nelle reti e campioni conservati nei musei di storia naturale: sono i pesci abissali. Ora un video, girato nel 2016 e pubblicato recentemente nelle pagine del sito di Science, ci mostra un momento di vita di questi strani esseri viventi, così difficili da osservare.

Evolutionwatch, un orologio evolutivo per rivelare il numero di mutazioni in un determinato intervallo di tempo subite da una pianta selvatica. Questo studio, che ha permesso di osservare l’evoluzione in azione, è stato svolto dagli scienziati del Max Planck Institute for Developmental Biology. L’oggetto della ricerca è stato una piccola pianta che è ormai da molto tempo amica dei genetisti: l’Arabidopsis thaliana.

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