Sapere Scienza

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2018, Year of the Bird

1 Febbraio 2018

Sono sempre intorno a noi, anche se non ce ne accorgiamo. Passerotti, colombi, gazze, gabbiani. Questi sono solo alcuni degli uccelli che ci fanno compagnia quotidianamente. Negli Stati Uniti, la National Audubon Society insieme a National Geographic, BirdLife International e The Cornell Lab of Ornithology, ha dichiarato il 2018 “Anno degli Uccelli”: saranno 12 mesi dedicati a queste incredibili creature, al nostro rapporto con loro, al loro ruolo in natura e a come proteggerli.

 

Un anniversario importante

 

È stato scelto il 2018 perché quest’anno ricorre il centesimo anniversario del Migratory Bird Treaty Act, una delle più grandi vittorie della National Audubon Society, che ha come obiettivo la protezione degli uccelli.
Quando il Congresso fece passare la legge, nel 1918, il documento in realtà codificava un trattato già firmato dal Canada - che allora era parte della Gran Bretagna - in risposta all’estinzione e alla situazione di rischio elevato di molte specie di volatili, alcune delle quali cacciate per sport o per collezionarne le piume. Il trattato ha poi allargato il suo raggio di azione grazie agli accordi con Messico, Giappone e Russia e all’incremento delle specie protette.
Questo tipo di legge è ancora attuale? Purtroppo sì, infatti gli uccelli sono minacciati da nuovi pericoli: oltre al bracconaggio, ci sono altre attività umane che mettono a rischio la vita di questi nostri compagni di viaggio. Un esempio? Il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, dovuto allo sversamento di petrolio nelle acque del Golfo del Messico: gli uccelli marini che svernavano sulle coste della Louisiana e quelli che vi sostavano durante le migrazioni ne sono stati colpiti irreparabilmente.
È per questo che il Migratory Bird Treaty Act non solo svolge ancora il suo compito ma si sta ulteriormente evolvendo, per una tutela che segua il passo delle nuove problematiche ambientali.

 

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Perché celebrare gli uccelli?

 

Tanti sono i motivi per cui proteggere e celebrare gli uccelli: alcuni di loro si cibano di insetti nocivi, altri sono impollinatori, altri ancora costituiscono il cibo per alcuni mammiferi e tutti sono indicatori della salute degli ecosistemi. Ci sono, poi, ragioni che vanno oltre la scienza e l’utilitarismo: sono il nostro legame con la natura, con l’evoluzione della Terra – ricordiamoci che sono piccoli dinosauri arrivati sino ai giorni nostri grazie alla loro capacità di adattarsi al cambiamento – e arricchiscono le nostre vite con il loro canto e la leggerezza e il mistero del volo.

 

La situazione italiana

 

In Italia si cerca di contrastare il bracconaggio con la regolamentazione della caccia attraverso la legge n. 157 dell’11 febbraio 1992, “Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio”. Perché si caccia nei nostri territori? Per catturare animali destinati al consumo alimentare, al commercio o all’imbalsamazione illegale oppure per puro scopo ludico. Le regioni in cui sono state registrate più infrazioni tra il 2009 e il 2015 - secondo il rapporto 2016 della Legambiente - sono Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. È chiara la necessità di ulteriori strumenti in difesa degli uccelli e non solo. Forse, quando le leggi riusciranno a salvaguardare più efficacemente il nostro patrimonio naturalistico, potremo festeggiare anche nella nostra nazione l’“Anno degli Uccelli”.

 

La distanza evolutiva non impedisce a uccelli e dinosauri di alcune caratteristiche in comune. Lo racconta la news “Una coda piumata di dinosauro incastonata nell’ambra”. Per leggerla, acquistate il numero di aprile di Sapere.

copertina   marzo-aprile 2018

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