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Il destino dei pinguini di Adelia, tra mummie e cambiamenti climatici

3 Ottobre 2018

Nell'Antartide orientale sono state ritrovate le carcasse di numerosi pinguini di Adelia, resti mummificati indizio di eventi mortali di massa avvenuti nel passato. I ricercatori della University of Science and Technology of China e dell'Australian Antarctic Division hanno analizzato i campioni raccolti e cercato di ricostruire le cause di questa tragedia che, in base ai dati ottenuti e pubblicati su Journal of Geophysical Research, potrebbe presto ripetersi.

 

I pinguini di Adelia: una specie presto in pericolo

 

Il pinguino di Adelia (conosciuto anche come pigoscelide di Adelia, Pygoscelis adeliae) è un uccello della famiglia Spheniscidae, presente lungo l'intera costa antartica e in alcune isole vicine. La specie nidifica su coste rocciose, in aree aperte molto estese lontane dal mare aperto, in cui l'intera colonia possa stabilirsi. Le femmine depongono due uova in nidi protetti da ciottoli e covano a turno con il maschio. La dieta di questi animali è composta da di krill (piccoli crostacei dell'ordine Euphausiacea), pesci, anfipodi (un altro ordine di crostacei) e cefalopodi che cacciano nuotando. Nella lista rossa dell'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN-International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources), il più ampio e completo database di informazioni riguardanti lo stato di conservazione delle specie animali e vegetali del nostro pianeta, il pinguino di Adelia è classificato come "prossimo alla minaccia". Nonostante la popolazione sia in aumento soprattutto a est della regione antartica, nel mare di Ross e nel penisola antartica meridionale, i cambiamenti climatici potrebbero invertire questa tendenza.

 

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Messaggi dal passato

 

La regione a est dell'Antartide a oggi ospita circa 100.000 individui di Pygoscelis adeliae ma esistono anche numerose colonie abbandonate. Zhouqing Xie e Liguang Sun, ricercatori e autori dell'articolo pubblicato nelle pagine della rivista scientifica Journal of Geophysical Research, hanno raccolto e analizzato campioni appartenenti ai resti mummificati di pinguini e ai sedimenti per comprendere le cause di morte di questi animali. Tramite la datazione con il metodo del Carbonio-14 e l'esame pedologico, sono stati identificati due eventi mortali di massa, di durata multidecennale, avvenuti circa 750 e 200 anni fa a causa di rovesci e nevicate insolitamente forti. Le condizioni atmosferiche appena descritte corrispondono a quelle registrate in questo periodo e probabilmente continueranno a persistere con il cambiamento del clima già in atto. I pinguini di Adelia potrebbero, quindi, divenire presto una specie minacciata.

 

Il futuro delle colonie antartiche

 

Secondo quanto riportato in un'intervista agli autori dello studio, pubblicata sul sito Live Science, i rischi che potrebbero correre in futuro le colonie di pinguini in Antartide non sono unicamente da leggere attraverso le testimonianze del passato. Prove attuali confermano che pioggia e neve battenti possono essere letali per i cuccioli: ad esempio, nella stagione riproduttiva compresa tra il 2013 e il 2014, il 100% di pulli (i piccoli degli uccelli) di circa 34.000 pinguini in fase riproduttiva sono morti durante tre episodi di pioggia incessante e neve continua. Questo è accaduto perché il piumaggio dei piccoli non è impermeabile come quello degli adulti e, la conseguente esposizione a freddo e umidità, li ha sottoposti a grave ipotermia. Inoltre, nevicate ingenti creano difficoltà per i genitori in cerca di ciottoli a protezione del nido e sono pericolose per le uova ancora in cova che vengono sommerse dalla neve disciolta, causando la nascita di pulcini sottopeso.
Per evitare nuove stragi dovremmo impegnarci nel promuovere azioni concrete che portino al rallentamento del riscaldamento globale. Prima che sia troppo tardi.

 

Rimaniamo al Polo Sud leggendo l'articolo di Elena Ioli, "Le regine delle nevi: una spedizione al femminile in Antartide", che potrete acquistare singolarmente o con il numero di agosto 2018 di Sapere.

 

Immagine di copertina: pinguini di Adelia su un iceberg. Credits: Jason Auch su Flickr (CC BY 2.0)

copertina   novembre-dicembre 2018

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