Sapere Scienza

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Gli insetti svilupparono le ali prima degli animali

7 Novembre 2014


Finora, l'evoluzione complessiva degli insetti era rimasta in gran parte sconosciuta. Adesso, un team internazionale che include oltre cento scienziati ha pubblicato la prima mappa dell'evoluzione degli insetti, come si legge nello studio che compare sulla rivista Science. I risultati ottenuti dal gruppo di ricercatori del progetto 1KITE, coordinato da Karl Kjer della Rutgers University, Xin Zhou della China National GeneBank di BGI-Shenzhen, Cina, e Bernhard Misof dello Zoological Research Museum Alexander Koenig di Bonn, Germania, ricostruiscono l' "albero della vita" degli insetti e rispondono a domande di lunga data sulle loro origini e la loro evoluzione.

 

Gli scienziati hanno raccolto e utilizzato un enorme insieme di dati molecolari su 144 specie scelte con cura e sono arrivati a formulare stime affidabili su date di origine e relazioni intercorrenti tra tutti i principali gruppi di insetti mai esistiti. I ricercatori hanno scoperto che gli insetti si sono originati contemporaneamente alla piante terrestri, circa 480 milioni di anni fa (precisamente, all'inizio del periodo Ordoviciano, 479 milioni di anni fa) e, inoltre, insetti e piante hanno costituito i primi ecosistemi terrestri accoppiati, con gli insetti che hanno sviluppato ali per volare circa 406 milioni anni fa (molto prima di qualsiasi altro animale) e le piante terrestri che, quasi nello stesso momento, hanno iniziato a crescere sviluppandosi verso l'alto fino a formare foreste. La maggior parte delle specie di insetti attualmente viventi si è originata poi circa 345 milioni di anni fa e la varietà di scarafaggi e termiti che vediamo oggi si è probabilmente evoluta in seguito all'estinzione di massa del Permiano (circa 252 milioni anni fa), l'unica nota estinzione di massa di insetti.

 

La gestione di una quantità di dati enorme ha posto una grande sfida alla bioinformatica e al gruppo computazionale del progetto 1KITE. "Lo sviluppo di nuovo software e algoritmi per gestire 'big data' come questi è stato un altro risultato notevole del team di 1KITE e ha costruito una base teorica per eventuali future analisi di altri grandi insiemi di dati filogenomici" ha dichiarato Alexis Stamatakis, dell'Heidelberg Institute of Theoretical Studies in Germania.

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