Sapere Scienza

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Quando il dimorfismo sessuale può rimpiazzare l’evoluzione di nuove specie

6 Marzo 2018

Una nuova ricerca ha mostrato come maschi e femmine di una stessa specie possano avere caratteristiche così diverse da impedire ad altre specie di evolvere e colonizzare habitat. Così l’analisi di un dimorfismo sessuale molto accentuato può aggiungere nuove conoscenze alle teorie elaborate da Charles Darwin, riguardanti le modalità con cui la selezione naturale guida l’evoluzione della biodiversità.

 

Cos’è il dimorfismo sessuale?

 

Il dimorfismo sessuale, in biologia, è il fenomeno per cui gli individui dei due sessi presentano caratteristiche fisiche - che possono essere morfologiche o funzionali - differenti. Se nell’Homo sapiens queste modificazioni non sono così evidenti, in altre specie danno vita a un caleidoscopio di forme e colori: un esempio sono gli uccelli e, in particolare, i pavoni (Pavo cristatus), i cui maschi presentano una meravigliosa livrea iridescente e le penne copritrici estremamente allungate, rispetto ai colori spenti e alla dimensione di quelle stesse penne nella femmina. Cosa può succedere se questa differenza tra sessi diviene sempre più spinta?

 

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Le lucertole del Sud America

 

Nello studio pubblicato su Global Ecology and Biogeography, condotto dagli scienziati delle università di Lincoln, Exeter e Sheffield (Regno Unito), è stata analizzata l’evoluzione di alcune specie di lucertole appartenenti al genere Liolaemus, presenti tra le montagne delle Ande cilene e la Patagonia argentina. È stato osservato che gli individui di differenti sessi di una stessa specie possono occupare nicchie biologiche diverse, proprio come farebbero specie differenti. Lo stesso meccanismo evolutivo che crea nuove specie opera, in una stessa specie, quando maschio e femmine competono per le risorse ecologiche disponibili in habitat differenti. È proprio il conflitto che porta uno dei due sessi a divenire più grande, più colorato o modificato, adattato, per consumare un cibo diverso, come nel tradizionale processo evolutivo guidato dalla selezione naturale.

 

Un nuovo tassello per la teoria di Darwin

 

Nel 1859, tra le pagine dell’Origine delle specie di Charles Darwin, la teoria della selezione naturale prevedeva che nuovi ambienti, come montagne e isole, con cibo e habitat in abbondanza, offrissero alle specie l’opportunità ecologica di colonizzare l’area adoperando quelle risorse. Ora si aggiunge un tassello in più a questo modello. Daniel Pincheira - Donoso, autore dell’articolo e professore associato di Biologia Evolutiva presso la Scuola di Scienze della vita della University of Lincoln, ha commentato nel comunicato stampa dell’università: “La nostra ricerca rivela indizi di questo fenomeno intrigante - l’evoluzione tra sessi all’interno delle specie che, a sua volta, può rimpiazzare l’evoluzione di nuove specie – che inizia ad aggiungere un nuovo livello alla nostra comprensione dell’evoluzione della biodiversità. È importante sottolineare che la diversità della vita sul nostro pianeta si applica non solo all’evoluzione di specie differenti ma anche all’evoluzione indipendente di maschi e femmine all’interno della stessa specie, cosa che potenzialmente ha implicazioni molto importanti”.

 

Ancora Charles Darwin e i suoi scritti nell’articolo di Enrico Bonatti, “Le lezione di Darwin: civiltà ed eguaglianza sono incompatibili?”, che potrete leggere acquistando l’ultimo numero di Sapere.

 

Immagine di copertina: Dimorfismo sessuale nella specie Liolaemus tenuis. Images credits: Dr Daniel Pincheira-Donoso, School of Life Sciences, University of Lincoln

copertina   settembre-ottobre 2018

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