Sapere Scienza

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Scoperto il primo pesce di profondità che riscalda cuore e cervello

15 Maggio 2015

Anche se alcuni grandi pesci predatori, come il tonno, hanno mostrato di saper produrre durante la caccia un temporaneo riscaldamento dei muscoli, un altro pesce potrebbe essere capace di fare di meglio, generando internamente calore per riscaldare cuore e cervello. In questo modo, il Lampris guttatus (detto anche pesce re o opahaumenta la sua funzione metabolica nelle acque profonde fredde, e si aggiunge così a uccelli e mammiferi, finora gli unici vertebrati conosciuti con cuore caldo.

 

Un denso sistema di vasi sanguigni

Nicholas Wegner e colleghi della National Oceanic and Atmospheric Administration di La Jolla hanno scoperto che il pesce re genera calore interno mediante lo sbattimento delle sue pinne pettorali, che scaldano così ben più dei muscoli impegnati nel nuoto. Questo pesce usa una straordinaria rete di vasi sanguigni densamente distribuiti che utilizzano sangue venoso riscaldato dal lavoro muscolare per riscaldare il freddo sangue arterioso ossigenato dalle branchie. Come si legge sulla rivista Science, questa rete di vasi è isolata grazie a tessuto connettivo adiposo posto all'interno degli archi branchiali, che protegge efficacemente il sistema dalle perdite di calore.

Con cuore e cervello caldo, il pesce può operare in acque fredde e profonde in un modo che ricorda, come già detto, i predatori ad alte prestazioni come il tonno. La capacità di riscaldare internamente il proprio corpo portandolo a una temperatura superiore a quella esterna è una caratterista di mammiferi e uccelli che li distingue dai vertebrati come i pesci.

 

copertina   marzo-aprile 2020

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