Sapere Scienza

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Un mondo senza maschi? Tra le termiti è possibile

26 Novembre 2018

Sentire parlare di termiti ci riporta subito alla mente scenari di distruzione. Ma, come ci racconta un articolo da poco pubblicato su New York Times Science, questi insetti sono in grado di stupirci con la loro capacità di mantenere società complesse con una suddivisione precisa del lavoro, di coltivare funghi e di costruire cattedrali in cui la circolazione dell'aria e la temperatura sono stabili. La lista riguardante le straordinarietà delle termiti non finisce qui e lo studio pubblicato su BMC Biology ne è una dimostrazione. Sembra, infatti, che alcune colonie di termiti siano composte da soli individui di sesso femminile.

 

Società di sole femmine nel mondo animale

 

La riproduzione sessuale è la norma in quasi tutti gli organismi superiori e in molte società animali avanzate maschi e femmine partecipano entrambi alle attività della comunità. Fino a ora, solo tra alcune specie di formiche e di api è stata riscontrata la mancanza di un contributo maschile sia nei processi di riproduzione sessuale, sia nel lavoro. L'asessualità non era mai stata osservata in precedenza, nemmeno in colonie di un altro grande gruppo di insetti sociali, le termiti, dove la presenza ubiquitaria di operai e soldati di entrambi i sessi indica che il ruolo dei maschi è essenziale al di là della riproduzione. Toshihisa Yashiro, postdoc presso la University of Sydney e autore principale dell'articolo pubblicato su BMC Biology, ha mostrato con la sua ricerca, per la prima volta, che i maschi possono essere scartati da società avanzate in cui prima svolgevano un ruolo attivo.

 

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La ricerca sulle termiti

 

Le termiti studiate appartengono alla specie Glyptotermes nakajimai. Gli scienziati hanno esaminato la composizione di colonie mature provenienti da 10 distinte popolazioni in Giappone, trovando 6 popolazioni asessuate caratterizzate dalla totale assenza di maschi nelle caste riproduttive, tra i soldati e tra gli operai delle loro colonie, dalla mancanza di sperma nelle spermateche (organo dell'apparato genitale femminile, presente negli artropodi, destinato a immagazzinare più o meno a lungo gli spermatozoi ricevuti nell'accoppiamento) delle regine. Inoltre, lo sviluppo di uova non fecondate (riproduzione per partenogenesi, caratterizzata dal fatto che la cellula-uovo si sviluppa senza essere stata fecondata) era a un livello paragonabile a quello delle uova fecondate nelle popolazioni sessuate della stessa specie, cioé quelle in cui erano presenti anche i maschi.

 

L'evoluzione da una società mista a una senza maschi
 

Le analisi filogenetiche, ossia della storia evolutiva delle termiti in esame, hanno indicato una singola origine della popolazione asessuata, separatasi dai suoi antenati circa 14 milioni di anni fa. Le colonie di sole femmine differiscono dalle altre nell'uniformità delle dimensioni del capo dei soldati e nel loro numero, proporzionalmente minore rispetto a quello delle società sessuate: ciò suggerisce un aumento dell'efficienza difensiva derivante dall'uniformità della morfologia di questa casta. Forse proprio questo attributo potrebbe aver contribuito alla permanenza e alla diffusione della discendenza asessuata.
La fondazione di colonie cooperative a partire da più regine, la stessa struttura di nido e lo sviluppo occasionale di uova non fecondate anche nella linea sessuata sono tratti che probabilmente erano presenti negli antenati e che hanno facilitato la transizione al lignaggio asessuato.
I risultati dello studio dimostrano che linee evolutive completamente asessuate possono derivare da società miste di termiti, fornendo le prove che i maschi non sono indispensabili per il mantenimento di società animali avanzate in cui in precedenza rivestivano un ruolo attivo.
Nell'intervista di Steph Yin per il New York Times Science, l'ultima dichiarazione di Toshihisa Yashiro è stata: "Per Glyptotermes nakajimai asessuati il futuro è donna!".

 

Potete continuare ad approfondire questa tematica acquistando e leggendo l'articolo di Marco Paci, "Comunità umane e naturali: due sistemi complessi", pubblicato nel numero di ottobre 2017 di Sapere.

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