Sapere Scienza

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CNR-ENI, nuovi centri di studio nel Mezzogiorno per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione della ricerca

26 Marzo 2019

È stato firmato a Lecce, domenica 24 marzo 2019, un Joint Research Agreement per l'istituzione di quattro centri di ricerca congiunti localizzati nel Mezzogiorno. L'accordo è stato sottoscritto dal Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Massimo Inguscio, e l'Amministratore Delegato di ENI, Claudio Descalzi, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, del Ministro per il Sud Barbara Lezzi e del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. I ricercatori coinvolti si dedicheranno a progetti dedicati alla comprensione dei cambiamenti climatici e alla sostenibilità ambientale.

 

Insieme per la salvaguardia dell'ambiente

 

I ricercatori dei laboratori, istituiti presso centri operativi o di ricerca già esistenti, lavoreranno insieme in quattro aree fondamentali: la decarbonizzazione del settore energetico e la crescita sostenibile, la promozione dell'economia circolare e della bioeconomia e lo sviluppo di sistemi idrici e tecniche di agricoltura innovativi e sostenibili. Esaminiamo nello specifico, nel paragrafo seguente, cosa studieranno le singole unità, situate a Lecce (Puglia), Gela (Sicilia), Metaponto (Basilicata) e Portici (Campania).

 

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A Lecce per studiare il riscaldamento globale, a Gela per la produzione di energia pulita

 

Le attività di ricerca congiunte del laboratorio ENI-CNR a Lecce, presso l'Istituto CNR Nanotec, saranno dedicate ad analizzare e quantificare i processi climatici legati alla destabilizzazione della criosfera artica, in particolare del permafrost, e della valutazione degli effetti del suo scongelamento sull'oceano artico. Questi processi, estremamente rilevanti, sono in grado accelerare l'attuale riscaldamento del pianeta e di peggiorare la qualità dell'ambiente. Sarà il primo laboratorio italiano per lo studio integrato della criosfera terrestre artica che impiegherà misure in campo, osservazioni satellitari e modellistica numerica.
A Gela, il centro "Ettore Maiorana" sulla fusione sarà orientato alla ricerca di avanguardia sulle caratteristiche dei plasmi, dei magneti superconduttori, e sulle caratteristiche delle centrali che possono sfruttare le proprietà dei materiali e i vantaggi del processo di fusione. Saranno sviluppate anche competenze sul fronte del trasporto e dello stoccaggio della potenza elettrica, collaborando con i laboratori del Consiglio Nazionale delle Ricerche che già operano in questi campi in Sicilia. L'attività prevederà lo sviluppo di competenze e know-how tecnologico, di tecniche innovative e di metodologie di validazione per la fusione, attraverso l'integrazione di competenze dei centri di ricerca di eccellenza del CNR con ENI.

 

Ricerche sulla gestione sostenibile dell'acqua in Basilicata e obiettivo decarbonizzazione nei laboratori di Portici

 

Il centro ENI-CNR "Acqua" di Metaponto si prefiggerà di incrementare le conoscenze scientifiche promuovendo soluzioni e tecnologie innovative in grado di aumentare la produttività e l'efficienza dell'uso dell'acqua nel comparto agricolo e di mitigare gli impatti crescenti della siccità nel Mediterraneo e in altre aree strategiche come Corno d'Africa, Sahel, Medio Oriente.
Invece, nel polo di ricerca agrario del CNR di Portici, saranno attivati progetti dedicati allo studio della decarbonizzazione in ambito agricolo e degli scarti da biomasse, da utilizzare come materia prima per la produzione di biocarburanti nelle bioraffinerie ENI. Saranno in opera, nello stesso tempo, studi e progetti per l'intensificazione e allo sviluppo dell'agricoltura sostenibile, attraverso l'uso multifunzionale del territorio e la diversificazione delle coltivazioni a supporto della bioeconomia, in linea con i principali obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e con i programmi di ricerca europei sulla bioeconomia e l'agri-food.

 

La collaborazione tra CNR ed ENI

 

L'Amministratore Delegato di ENI, Descalzi, ha commentato: "La collaborazione con CNR si inquadra nella strategia ENI di forte cooperazione con l'eccellente sistema della ricerca italiano. Siamo orgogliosi di avere all'attivo 9 accordi strategici con le principali università ed enti di ricerca del paese, per un investimento di più di 67 milioni di euro, evidenziando il nostro impegno nel campo della Ricerca e Sviluppo".
Il Presidente del CNR Inguscio ha affermato: "L'accordo tra Eni e CNR rappresenta un esempio unico di alleanza fra una grande azienda e l'ente di ricerca più importante in Italia per numero di ricercatori e brevetti, premi ERC vinti che permetterà di fare sinergia sulle conoscenze reciproche e nei laboratori congiunti sul territorio. Questa alleanza produrrà innovazioni di ricerca e tecnologiche su scala industriale nel Mezzogiorno con benefici scientifici anche in altre zone dell'Italia e del Mondo. I ricercatori del CNR e di ENI lavoreranno assieme allo sviluppo di quattro aree fondamentali per la decarbonizzazione del settore energetico, la promozione dell'economia circolare e della bioeconomia, a sostegno di sistemi idrici più efficienti e di tecniche di agricoltura innovativi in linea con i principali obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e al tempo stesso per promuovere soluzioni e mitigare gli impatti crescenti della siccità nel Mediterraneo e in aree geografiche strategiche del Corno d'Africa, Sahel, Medio Oriente".

 

Parliamo ancora di sostenibilità ambientale nell'articolo di Fabio De Menna, Edoardo Desiderio e Matteo Vittuari, "Nexus: acqua, cibo ed energia nello sviluppo sostenibile", pubblicato nel nuovo numero di Sapere.

 

Credits immagine di copertina: CNR-Istituto di Nanotecnologia

copertina   settembre-ottobre 2019

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