Sapere Scienza

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Il diavolo veste arancia

24 Novembre 2017

L’alta moda sembra aver strizzato l’occhio alla sostenibilità. Come due mondi apparentemente lontani possono aver trovato un terreno comune, in cui lusso e spreco zero riescono finalmente a incontrarsi? Tutto merito delle arance.

 

 

Sicilia, terra di agrumi e innovazione

 

 

Non poteva che provenire dalla Sicilia l’idea per la realizzazione di un tessuto sostenibile ottenuto a partire dagli agrumi. È l’azienda Orange Fiber di Catania a detenere il brevetto di questa straordinaria novità: un tessuto realizzato lavorando il sottoprodotto dell’industria di trasformazione agrumicola. Ogni anno, solo in Italia, oltre 700000 tonnellate di pastazzo, quel residuo umido che rimane al termine della produzione industriale del succo d’arancia, deve essere smaltito perché inutilizzato. Fino a poco tempo fa questi numeri risultavano un problema per l’intera filiera: uno scarto ingombrante da smaltire con elevati costi. Ecco, però, che Enrica Arena e Adriana Santocito riescono a sviluppare, con il supporto del Politecnico di Milano, un progetto in grado di rivoluzionare non solo il mondo dell’industria alimentare ma anche quello della moda.

 

 

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Mai buccia d’arancia fu così vicina alle passerelle

 

 

La Orange Fiber possiede un processo brevettato che permette di estrarre la cellulosa da ciò che resta - bucce comprese - della spremitura degli agrumi. Al termine dell’estrazione si ottiene un materiale adatto alla filatura. Il tessuto finale è simile alla seta e può essere stampato e colorato come i supporti tradizionali oppure essere lavorato insieme a cotone e seta per rispondere a esigenze differenti in ambito sartoriale. L’alta moda ha subito colto questa occasione per lanciare una nuova tendenza, decisamente green: Salvatore Ferragamo ha celebrato la passata Giornata della Terra presentando la Orange Fiber Collection, una collezione di pochi capi versatili quali camicie, abiti, pantaloni e foulard con stampe d’autore ispirate proprio alla Sicilia, tutti realizzati con questo straordinario filato.

 

 

Verso i grandi numeri

 

 

La vera sfida per la Orange Fiber è ora passare da una capsule collection alla produzione su grande scala. È per questo motivo che il progetto è stato uno dei protagonisti di “Circular Bioeconomy Arena Meeting”, evento tenutosi a Milano il 21 novembre 2017. La manifestazione nasce per promuovere il dialogo tra i numerosi attori del settore “Ricerca e Sviluppo” nell’ambito delle biotecnologie industriali, su iniziativa di Assobiotec, Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, in partnership con SPRING (Italian Cluster of Green Chemistry), LGCA (Region Lombardy Cluster of Green Chemistry), SC Sviluppo Chimica S.p.A., BioLinx e Intesa Sanpaolo Start-Up Initiative. Il cammino sarà, probabilmente, ancora lungo ma i primi segnali di un futuro in cui l’industria sarà sempre più in linea con il rispetto degli equilibri naturali sono già qui, tangibili e setosi come un tessuto in fibra d’arance.

copertina   agosto-settembre 2017

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