Sapere Scienza

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Leonardo, l’anatomia e l’amicizia con Marco Antonio Della Torre

24 Maggio 2019

La genialità poliedrica di Leonardo da Vinci ha caratterizzato la sua vita e le sue opere e non lo ha mai abbandonato, neanche in età avanzata. La dimostrazione di questo è il lavoro di approfondimento sull'anatomia umana realizzato grazie all'amicizia con Marco Antonio Della Torre, medico del XV secolo e docente di anatomia. Con lui Leonardo studiò il corpo umano, attraverso la dissezione di cadaveri, quando era ormai un sessantenne. In un articolo pubblicato nella rivista scientifica Clinical Anatomy, è approfondito il legame tra i due scienziati e il frutto della loro collaborazione, quel mutuo supporto che arte e anatomia si donano reciprocamente ancora oggi.

 

Gli studi e le scoperte di Leonardo sul corpo umano

 

Leonardo da Vinci (1452‐1519) è sempre stato interessato allo studio degli organismi viventi e, prima di dedicarsi al corpo umano, aveva già effettuato le prime dissezioni e disegni anatomici su animali quali buoi, cavalli, orsi e uccelli. La sua prima analisi di un cadavere umano risale al 1506: artista ma anche ingegnere, i suoi disegni mostrano una grande meticolosità nella separazione e nella rappresentazione di strutture anatomiche come muscoli, nervi e vasi. Leonardo non si limitò alla pura topografia, una mappatura della posizione degli organi che svelava procedendo con l'autopsia, ma ne ritraeva le parti da più punti di vista, da differenti angoli, e in sezione, mostrando all'osservatore la struttura intima di ciò che incontrava. Un altro aspetto rilevante del lavoro di da Vinci è stato il non soffermarsi agli aspetti morfologici statici, ad esempio dei muscoli, ma l'evidenziare i cambiamenti durante l'azione, divenendo così il pioniere dell'anatomia funzionale. Cosa riuscì a scoprire del corpo umano? Quali segreti rivelò per la prima volta? L'artista fu il primo a descrivere correttamente la formula dentaria - posizione, numero e tipologia di denti - presenti nell'uomo e a delineare la forma a S (lordosi lombare e cifosi toracica) della nostra colonna vertebrale, insieme alla struttura delle vertebre con le loro proprie articolazioni. Rappresentò anche i cambiamenti legati a patologie come l'aterosclerosi, la cirrosi e l'ipertensione portale (l'aumento della pressione nella vena porta, che conduce il sangue dagli organi coinvolti nella digestione verso il fegato). E questi sono solo alcuni dei risultati raggiunti da Leonardo grazie ai suoi studi anatomici.

 

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L'amicizia con il medico Marco Antonio Della Torre

 

Un ulteriore contributo all'approccio anatomico di Leonardo fu il contatto con Marco Antonio Della Torre (1481-1511), anatomista, medico e filosofo. La sua carriera fu rapida e ricca di successi e, in pochi anni, riuscì a occupare un ruolo di spicco presso l'Università di Padova in campo medico. Seguendo la sua passione per la natura, si dedicò anche allo studio di piante e al loro impiego terapeutico: tra i suoi studenti ci fu Francesco Bonafede, il fondatore dell'Orto Botanico di Padova, il più antico del mondo. Tra il 1509 e il 1511, Della Torre si trasferì a Pavia, dove ricevette il compito di istituire una Scuola anatomica come quella già presente nella città dove fino ad allora aveva lavorato. Proprio a Pavia, probabilmente, da Vinci e Della Torre si incontrarono. Secondo Giorgio Vasari, pittore, architetto e autore de "Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori", una raccolta delle biografie degli artisti vissuti tra il Trecento e il Cinquecento, Leonardo aveva da sempre nutrito grande interesse per l'anatomia e, durante il secondo periodo dedicato a questo tipo di studi, partecipò alle lezioni del medico, in particolare a quelle con dissezioni di corpi. Come riporta lo stesso Vasari, Leonardo e Della Torre si aiutarono reciprocamente. La loro relazione iniziò con tutta probabilità nell'inverno del 1510. L'artista in seguito produsse un libro disegnato con sanguigna e annotato con penna - come ha descritto sempre Giorgio Vasari - con particolari riferimenti agli effetti dei movimenti sui muscoli delle articolazioni. Questi disegni sono datati a partire dal 1513, periodo in cui nonostante la chiesa vietasse la dissezione dei cadaveri, Leonardo esaminò ben 30 corpi nella cripta di Santa Maria Nuova, a Firenze. Le basi anatomiche di questo lavoro, conservato nel Castello di Windsor e proprietà della regina di Inghilterra, hanno mostrato di essere già mature e consolidate, grazie al precedente supporto di Della Torre.

 

Il legame tra arte e anatomia

 

Anatomia e arte beneficiarono entrambe grandemente dalla collaborazione tra Leonardo da Vinci e Marco Antonio Della Torre, tracciando un percorso che altri grandi artisti come Michelangelo Buonarroti, avrebbero calpestato con successo e, per questa ragione, fu proprio nel Rinascimento che i corsi di preparazione per artisti iniziarono a comprendere lezioni di anatomia umana, non solo dell'aspetto esteriore ma anche delle strutture interne, incoraggiando la copia diretta da scheletri e cadaveri. La stessa anatomia, però, poté godere di nuove scoperte grazie all'osservazione così approfondita e attenta dei corpi da parte di disegnatori e artisti. I testi aristotelici e galenici furono così superati per mezzo della rappresentazione oggettiva della realtà.

 

A 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, vi suggeriamo un ulteriore approfondimento riguardante il genio rinascimentale e il sapere scientifico. Acquistate e leggete l'articolo di Luigi Borzacchini, "La scienza di Leonardo", pubblicato nel numero di aprile 2019 di Sapere.

 

Immagine di copertina: Leonardo da Vinci, anatomia di superficie della spalla e del collo (recto, 1510 circa, Royal Collection) (modif.). Credits: Leonardo da Vinci [Public domain] via Wikimedia commons

copertina   luglio-agosto 2019

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