Sapere Scienza

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OMS, la disforia di genere non è più classificata come malattia

6 Giugno 2019

La disforia di genere non è classificabile come malattia. Circa un anno fa, il 18 giugno 2018, l'Organizzazione Mondiale della Sanità rilasciava la nuova versione dell'International Classification of Diseases (ICD) in cui, tra le altre modifiche apportate, la "gender incongruence" è stata rimossa dai disturbi mentali. Quello è stato il primo passo in termini di ufficializzazione: il documento è stato presentato a fine maggio 2019 all'Assemblea Mondiale della Sanità, l'organo legislativo dell'OMS, per l'adozione negli Stati membri e diventerà effettivo nel gennaio 2020. Cos'è esattamente la disforia di genere? E l'ICD? Questa novità come aiuterà la comunità transgender?

 

Cos'è la disforia di genere?
 

La disforia di genere (o disturbo dell'identità di genere) è una condizione caratterizzata da una marcata e persistente incongruenza tra il genere sentito da una persona e il sesso attribuitole alla nascita. Per comprendere meglio di cosa si tratta, è necessario conoscere alcune definizioni. Abbiamo parlato di identità di genere. Quest'ultima è l'esperienza interiore di costruzione del genere, dove il genere è l'aderenza e la vicinanza di un individuo alla definizione che viene data di maschio o femmina dal punto di vista culturale. Quando questa struttura psicologica e culturale non si sovrappone al sesso biologico - le caratteristiche genetiche, ormonali e anatomiche che definiscono l'appartenenza al sesso maschile, femminile o a una condizione intersessuale (l'ermafroditismo) - si è nell'ambito della disforia di genere.
È importante non confondere gli stati appena descritti con situazioni legate all'orientamento sessuale o al ruolo di genere.
L'orientamento sessuale è la direzione stabile e prevalente dell'attrazione affettiva e/o sessuale verso le altre persone (si è eterosessuali, omosessuali o bisessuali), mentre il ruolo di genere è l'insieme delle aspettative sociali su ciò che è considerato adeguato e appropriato per uomini e donne.

 

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DSM e ICD: piccoli codici con un grande impatto

 

Cosa significa modificare l'International Classification of Diseases, la classificazione ICD? Le numerose organizzazioni, istituzioni ed enti nazionali e internazionali che si occupano di sanità a vari livelli, dalla ricerca alla burocrazia, devono dialogare e per farlo in maniera veloce ed efficace hanno bisogno di un linguaggio comune. È in questa prospettiva che nascono le classificazioni elaborate in campo sanitario.
Esistono due principali sistemi di classificazione della salute fisica e mentale di un paziente: il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) redatto dall'American Psychiatric Association, e la Classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati (ICD-International Classification of Diseases), elaborata dall'OMS. Quest'ultima inizialmente riguardava solo la salute "fisica", raccogliendo la classificazione delle malattie, ma a partire dalla sesta edizione (1949) ha aggiunto una sezione sui disturbi mentali. Di seguito c'è un video che vi spiegherà come funziona, attraverso l'uso di codici specifici per patologia, e a cosa serve l'ICD.

 

 

Un passo in più per cancellare lo stigma sociale
 

Nell'undicesima versione dell'ICD la disforia di genere sarà eliminata dal capitolo sulla salute mentale e introdotta in quello sulla salute sessuale. Sulla pagina dedicata all'ICD-11, l'OMS afferma che il disturbo dell'identità di genere è una condizione della salute sessuale per cui le persone possono ricercare servizi medici ma che è chiaro non essere annoverabile tra le malattie mentali. Lale Lay, coordinatrice dell'Adolescents and at-Risk Populations Team dell'OMS, aveva già spiegato nel 2018 il motivo della decisione di far rimanere la condizione all'interno della classificazione: "È stato portato fuori dai disordini della salute mentale perché abbiamo compreso meglio che non era in realtà una condizione di disturbo mentale e lasciarlo lì era causa di stigma. Quindi per ridurre lo stigma e assicurare nello stesso tempo l'accesso agli interventi sanitari necessari [ad esempio cure ormonali o operazioni chirurgiche, N.d.A.], è stato inserito in un capitolo differente".

 

Continuiamo a parlare di sistema sanitario e di come sono e saranno trattati i nostri dati nell'articolo di Stefano Micocci, "La nostra salute in un fascicolo sanitario elettronico", pubblicato nel numero di ottobre 2018 di Sapere.

 

Credits immagine: foto di Markus Spiske temporausch.com da Pexels

copertina   maggio-giugno 2019

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