Sapere Scienza

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Quando la scienza incontra l’inclusione sociale: il linguaggio scientifico dei segni

29 Luglio 2019

Quanto può essere difficile frequentare un corso di laurea in biologia per uno studente non udente? Molto, a giudicare dalle parole di Liam Mcmulkin, iscritto alla University of Dundee, in Scozia, dal 2015. Liam è sordo dalla nascita ma questo non gli ha impedito di coltivare la sua passione per le scienze e di arrivare all'istruzione universitaria. Questo livello di formazione, però, richiede una conoscenza della lingua superiore e alcuni termini tecnici non sono traducibili nella lingua dei segni se non attraverso lo spelling delle singole lettere. Poco pratico in un laboratorio o durante una lezione, vero? Ma il ragazzo non si è perso d'animo e ha trovato una soluzione.

 

Cos'è il linguaggio dei segni? Come funziona?

 

Il linguaggio dei segni è una lingua che veicola i propri significati attraverso un sistema codificato di segni delle mani, espressioni del viso e movimenti del corpo. I gesti adoperati dalle persone sorde possono sembrare a chi sente un insieme di movenze quasi istintive. Niente di più sbagliato: tutto è codificato, dalla posizione di mani e dita alle espressioni del viso. Quello dei segni è un linguaggio complesso con una grammatica complessa, che può esprimere concetti sia concreti che astratti. Come la lingua parlata, è fortemente influenzato dalla cultura e dell'ambiente in cui si è sviluppato ed è per questo che esistono diversi linguaggi dei segni per le diverse nazioni. In Italia, ad esempio, c'è la LIS-Lingua Italiana dei Segni mentre nel Regno Unito esiste il BSL-British Sign Language.
I termini tecnici sono spesso considerati un universo conosciuto solo dagli esperti in tutte le lingue parlate del mondo, immaginate quanto possa essere difficile introdurle in un linguaggio dei segni.

 

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Il progetto di Liam Mcmulkin su un linguaggio dei segni scientifico

 

La lingua dei segni, come quella parlata, evolve. Ed è qui che entra in gioco il progetto condotto da Liam Mcmulkin, studente di scienze della vita alla University of Dundee. Quando si è iscritto all'università, Liam era in parte spaventato: il BLS è usato da circa 87.000 persone in tutto il Regno Unito ma il lessico scientifico si ferma a un livello avanzato adatto alla scuola superiore. Come si possono comunicare i termini tecnici nuovi? L'unica soluzione era il finger spelling, lo spelling di ogni singola lettera della parola. Un soluzione poco pratica a lezione e in laboratorio, con parole come "entanglement" o ancora per distinguere un "deossiribonucleotide" da un deossiribonucleoside". Frustrato dalla situazione, Liam ha deciso di aiutare se stesso e gli altri studenti e ricercatori sordi iniziando, nel 2017, un progetto dedicato alla realizzazione di oltre 100 nuovi segni riguardanti parole scientifiche che potessero essere riconosciuti dal British Sign Language e impiegati in tutta la nazione.

 

I termini sono stati finalmente riconosciuti dal British Sign Language

 

Il BLS ha finalmente riconosciuto il lessico messo a punto da Liam e la notizia è stata pubblicata recentemente dalla BBC. Nell'intervista rilasciata ha spiegato il processo che lo ha portato all'invenzione dei nuovi termini: "Devi pensare al significato della parola. I segni coinvolgono la forma delle mani, il loro orientamento e la loro posizione nello spazio per rappresentare il significato. In questo modo è decisamente molto più facile perché c'è meno finger spelling. E lo è per me come lo è per l'interprete".
Mcmulkin ha iniziato a settembre un master's degree e spera di poter diventare un ricercatore. Non smetterà, però, di costruire una libreria di segni per rendere la scienza accessibile a tutti. Grazie al suo lavoro assistere a una lezione sarà molto più semplice per i futuri studenti non udenti. Il ragazzo ha detto di sentirsi felice e orgoglioso ed è giusto che sia così. Speriamo che presto, anche in Italia, venga aggiornato il linguaggio dei segni, per aiutare tutti coloro che non sentono ma desiderano accedere all'istruzione universitaria e poter studiare e lavorare nel migliore dei modi possibile.

 

Affrontiamo il linguaggio da un altro punto di vista nell'articolo "Un approccio moderno per le neuroscienze del linguaggio" di Giovanni M. Di Liberto, che potrete acquistare singolarmente o con il numero di febbraio 2019 di Sapere.

 

Credits immagine: Sarah Pflug su StockSnap

copertina   settembre-ottobre 2019

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