Sapere Scienza

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#ScienzaInParlamento, un appello per un comitato scientifico al servizio della democrazia

9 Maggio 2019

Troppo spesso la politica ha intrapreso vie discutibili su temi scientifici e tecnologici: basti pensare alle recenti manifestazioni e attività dei no-vax, ai casi Stamina e Di Bella, agli scontri sulla sperimentazione animale, alle decisioni prese nell'ambito della gestione delle risorse energetiche. Gli esempi sarebbero innumerevoli. Una soluzione per evitare queste situazioni ci sarebbe e la sta proponendo un gruppo di scienziati e giornalisti attraverso Change.org, la piattaforma on-line gratuita di campagne sociali. Tramite l'appello #ScienzaInParlamento si stanno raccogliendo firme per istituire un nuovo organo che possa porre la scienza al servizio della democrazia. Come? Lo capirete leggendo i prossimi paragrafi.

 

Cos'è #ScienzaInParlamento?

 

#ScienzaInParlamento - La Scienza al servizio della Democrazia è un appello coordinato da scienziati e giornalisti scientifici per far sì che, in Italia, venga istituito un ufficio parlamentare di consulenza scientifica. Chi lavorerebbe in questo ufficio e di cosa si occuperebbe? Questo organo accoglierebbe gruppi di scienziati che i nostri governanti interpellerebbero per approfondire, comprendere e fornire di solide fonti, scelte scientifiche e tecnologiche su cui sono tenuti a esprimersi. Come sottolinea lo stesso testo dell'appello, "il clima, le scelte energetiche, le implicazioni dello sviluppo dell'intelligenza artificiale, dei big data e del l'ingegneria genetica, l'esplorazione dello spazio hanno bisogno di più scienza e competenze".

 

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Esempi esistenti di comitati scientifico-tecnologici in aiuto della politica

 

Anche in questo caso l'Italia non sarebbe una pioniera. Questo tipo di comitati scientifico-tecnologici di supporto al lavoro dei parlamenti esiste già da tempo, in numerose nazioni. C'è l'esempio della STOA, Science and Technology Options Assessment (Comitato di valutazione delle opzioni scientifiche e tecnologiche), ora divenuto Panel for the Future of Science and Technology. Nato nel 1987 e organo del Parlamento europeo, si occupa di fornire agli europarlamentari informazioni e studi indipendenti, di qualità elevata e scientificamente imparziali per la valutazione dell'impatto di nuove tecnologie, pianificandone l'introduzione e identificando le migliori linee d'azione da intraprendere da un punto di vista tecnologico. Tra gli altri obiettivi del Panel c'è anche l'organizzazione di forum in cui politici e rappresentanti delle comunità scientifiche possano discutere e confrontare sviluppi scientifici e tecnologici di importanza rilevante per la società civile e il supporto e coordinamento di iniziative che rafforzino le attività parlamentari di valutazione tecnologica negli Stati membri dell'Unione europea. Proprio in Europa ci sono altri paesi che hanno adottato strutture come questa: c'è il Regno Unito con il POST (Parliamentary Office for Science and Technology), la Francia con l'OPECST (Office parlementaire d'évaluation des choix scientifiques et technologiques) ma anche Germania, Olanda, Austria, Norvegia, Svizzera, Danimarca e molti altri. Recentemente la Spagna, con l'iniziativa #CienciaenelParlamento sta ottenendo un servizio di consulenza scientifica e tecnologica per il Congresso e, al di fuori dei confini europei, Messico e Cile si stanno muovendo nella stessa direzione della Penisola iberica. Infine gli Stati Uniti d'America stanno riavviando una funzione di consulenza al Congresso dopo anni di inattività.

 

Coordinatori e firmatari

 

La raccolta di firme su Change.org è incominciata i primi d'aprile ed è indirizzata ai Presidenti di Camera e Senato e a tutti i membri del Parlamento italiano. I coordinatori di #ScienzaInParlamento sono Ruggero G. Bettinardi, neuroscienziato attualmente responsabile del settore Ricerca & Sviluppo per la startup Muvraline France; Alessandro Allegra, dottorando presso il University College London, esperto di intersezione tra scienza e governo e consulente per organizzazioni quali l'UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura) e l'OCSE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa); Casimiro Vizzini, responsabile di programmi di educazione e comunicazione scientifica e diplomazia scientifica nella divisione di Politiche Scientifiche e Rafforzamento delle Capacità dell'UNESCO; Chiara Sabelli, giornalista scientifica; Luca Carra, segretario del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica e giornalista scientifico; Silvia Bandelloni, giornalista scientifica; Marco Cattaneo, fisico, giornalista scientifico e direttore di Le Scienze, Mente&Cervello e National Geographic; Pietro Greco, giornalista scientifico e scrittore, caporedattore de "Il Bo Live", web magazine dell'Università di Padova e tra i conduttori di Radio3Scienza. Tra i firmatari figurano Roberto Cingolani, direttore dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, Telmo Pievani, filosofo della scienza e evoluzionista dell'Università degli Studi di Padova, Lucia Votano dei Laboratori Nazionali di Frascati dell'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e Maria Luisa Villa, docente di Immunologia all'Università degli Studi di Milano e accademica della Crusca.

 

Continuate ad approfondire il legame tra scienza e società acquistando e leggendo l'articolo di Micol Todesco, "Conoscenza (in)utile: società, natura e sapere scientifico", pubblicato nel numero di giugno 2018 di Sapere.

 

Immagine di copertina: Palazzo Montecitorio, l'aula in occasione del giuramento del presidente Giovanni Leone (29 dicembre 1971) Credits: pubblico dominio, via Wikimedia Commons

copertina   maggio-giugno 2019

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