Sapere Scienza

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I buchi neri sono matematicamente impossibili?

3 Ottobre 2014

I buchi neri sono matematicamente impossibili. A dirlo è una scienziata di origine albanese, Laura Mersini-Houghton, fisica sostenitrice della teoria del multiverso in forze alla University of North Carolina di Chapel Hill, College of Arts and Sciences.

I buchi neri sono da decenni oggetto di teorie contrapposte e controverse. Uno dei più esperti studiosi della materia, Stephen Hawking, ha dal canto suo cambiato spesso opinione sulle caratteristiche fisiche e teoriche di questi particolari oggetti astronomici. La maggior parte della comunità scientifica è attualmente concorde nel riconoscere al buco nero una natura estremamente bizzarra, a partire dalle sue origini che si rintracciano nel collasso di una stella sotto la sua gravità. In quel momento, si crea una cosiddetta singolarità e il cosiddetto orizzonte degli eventi, ossia una membrana invisibile che circonda il buco nero e che rappresenta un punto di non ritorno: massa o energia fagocitati dalla immensa gravità del buco nero che superano l'orizzonte degli eventi non potranno mai sfuggire, anche la luce non riuscirà più a emergere.

 

Questa dinamica, tuttavia, porta al "paradosso della perdita di informazione", perché viola la teoria quantistica che prevede che sia impossibile che un'informazione possa essere annientata, che si perda nel nulla. Nel 2004, lo stesso Hawking ha tentato di risolvere questa contraddizione ipotizzando che l'informazione si conservasse in qualche modo (anche se non ha spiegato come). Ora, il nuovo studio della Mersini-Houghton, che compare su arXiv, vorrebbe porre matematicamente fine a questo dibattito. La scienziata, calcolando soluzioni numeriche esatte per modelli matematici ampiamente accettati, ha infatti annunciato di aver dimostrato che i buchi neri non possono esistere. Secondo i risultati a cui è pervenuta, infatti, quando una stella collassa sotto la sua gravità espelle anche massa, al punto da ridurre la sua densità fino a non poter più diventare un buco nero. Quindi non si forma nessuna singolarità, né orizzonte degli eventi: questo effetto quantistico impedisce la formazione di un buco nero.

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