Sapere Scienza

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Lanciato LISA Pathfinder: aprirà la strada ai cacciatori di onde gravitazionali

3 Dicembre 2015

Leggermente in ritardo rispetto alle previsioni - il lancio è stato rimandato di un giorno - il satellite europeo LISA Pathfinder è decollato oggi dalla base di Kourou nella Guyana francese. Una volta raggiunta la sua orbita, testerà la fattibilità tecnologica di un osservatorio di onde gravitazionali nello spazio. La sonda è stata realizzata dall'ESA (Agenzia Spaziale Europea) con il contributo dell'ASI (Agenzia Spaziale Italiana), l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l'Università di Trento. I

l lancio è avvenuto, precisamente, alle 5.04 (ora italiana) a bordo del razzo Vega. La sonda si è sganciata dal razzo, dopo varie separazioni di stadi e accensioni propulsive, alle 6.49 e alle 7.14 l'ASI ha dichiarato completato con successo le operazioni. L'orbita finale della sonda sarà raggiunta nell'arco delle prossime 10 settimane, quando sarà posizionata a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, tra il nostro Pianeta e il Sole.

"Siamo tutti molto emozionati - ha dichiarato il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston - è il momento in cui viene a galla l’Italia, la sua filiera complessiva: lanciatore, payload, scienza, tecnologia, capacità gestionale. In un contesto dell’Agenzia Spaziale Europea ma con un ruolo italiano estremamente straordinario, a dimostrazione che il nostro paese in questo settore ha una tradizione riconosciuta, che continua a confermarsi lancio dopo lancio, missione dopo missione, con l’obiettivo di confermare il nostro paese tra i grandi anche nel settore spaziale".

LISA Pathfinder verificherà il potenziale funzionamento delle tecnologie della missione eLISA (evolved Laser Interferometer Space Antenna), osservatorio spaziale da due miliardi di euro, che dal 2034 avrà il compito di dare la caccia alle onde gravitazionali, tra i più ambiti oggetti del desiderio dell'astrofisica moderna.
"Le onde gravitazionali sono il messaggero ideale per osservare l’Universo. Attraversano indisturbate qualunque forma di materia o energia, sono emesse da tutti i corpi, visibili o oscuri, ne registrano il moto e portano l’informazione sino a noi dalle profondità più remote dell’Universo. Possiamo paragonarle al suono: arrivano da sorgenti nascoste dietro altri oggetti, come rumori di animali nascosti in una foresta, e ci permettono di individuarle, riconoscerle, valutarne la distanza e seguirne il movimento. Ci raggiungono da sorgenti che non emettono luce, come suoni di notte" ha spiegato Stefano Vitale, ordinario di Fisica sperimentale all'Università di Trento e membro del Trento Institute for Fundamental Physics and Applications (TIFPA) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

 

[Immagine: credit ESA]

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