Sapere Scienza

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Scoperto un secondo buco nero al centro della Via Lattea?

20 Gennaio 2016

Gli astronomi hanno individuato quello che potrebbe essere il secondo buco nero più massiccio nella nostra galassia, la Via Lattea. I radio-astronomi, tuttavia, non hanno visto direttamente il candidato buco nero, piuttosto hanno spiato il turbine di gas catturati nella sua potente stretta gravitazionale, stabilendo anche un potenziale nuovo metodo per tracciare buchi neri di massa intermedia che sono molto sfuggenti.

 

Il merito di questa possibile scoperta, come si legge sulla rivista Astrophysical Journal, va all'Osservatorio Astronomico Nazionale Giapponese (NAOJ) che ha messo a disposizione il suo radio telescopio Nobeyama per trovare questo oggetto che dovrebbe trovarsi a soli 200 anni luce dal buco nero supermassiccio Sagittarius A* posto al centro della Via Lattea.

Tomoharu Oka e il suo team dell'Università di Keio, in Giappone, studiando con un modello al computer le emissioni di una nuvola di gas in rotazione in una certa regione hanno dedotto che questo fenomeno era da attribuirsi a un oggetto estremamente compatto, dell'ordine di circa 100 mila masse solari. Al centro della nube di gas CO-0.40-0.22 potrebbe esserci dunque un buco nero intermedio secondo in massa solo a Sagittarius A*, che ha una massa pari a 4 milioni di volte quella del Sole.

 

I buchi neri di massa intermedia rappresentano l'anello mancante nell'evoluzione dei buchi neri - almeno per come noi crediamo che sia la loro evoluzione. Sono stati osservati infatti buchi neri di massa stellare (che si formano subito dopo la morte della supernova di una stella massiccia) e buchi neri supermassicci (che vivono nei nuclei della maggior parte delle galassie) ma se i buchi neri partono da piccole dimensioni per poi, mangiando materia o fondendosi tra loro, diventare supermassicci, dovremmo riuscire a vedere buchi neri di massa intermedia che, invece, non si riescono a trovare. Allora: i buchi neri intermedi sono semplicemente difficili da individuare, estremamente rari oppure c'è qualche difetto nel nostro pensiero astrofisico?

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