Sapere Scienza

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Un immenso album fotografico di immagini scattate da Rosetta, la missione dell'ESA (European Space Agency) conclusasi il 30 settembre 2016, durante il suo incredibile ed emozionante viaggio verso la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Non solo fotografie ma anche dati raccolti e resi disponibili negli archivi dell'ESA grazie al lavoro del gruppo di ricerca che si è occupato della camera OSIRIS e che hanno elaborato e rilasciato il materiale in Archive Image Browser e in Planetary Science Archive.

Provengono dalle gelide e lontane terre antartiche i dati che hanno permesso agli scienziati di individuare per la prima volta la possibile sorgente di un neutrino cosmico. Le informazioni raccolte dal rivelatore di neutrini IceCube, che si trova tra i ghiacci del Polo sud - combinate con quelle di altri quindici esperimenti - hanno consentito di individuare la fonte del neutrino tramite l'associazione con una sorgente di raggi gamma: è un blazar, ossia una galassia attiva con un buco nero supermassiccio al centro, distante 4,5 miliardi di anni luce, in direzione della costellazione di Orione.

Plutone potrebbe aver avuto un'origine diversa rispetto a quella teorizzata da anni dagli astronomi. Miliardi di comete potrebbero, infatti, aver contribuito alla sua formazione. Lo affermano gli studiosi del Southwest Research Institute (Texas, Stati Uniti) che hanno pubblicato i risultati di osservazioni e di analisi di dati provenienti dallo spazio sulla rivista scientifica Icarus.

Curiosity, il rover della NASA giunto su Marte nel 2012 nell'ambito della missione Mars Science Laboratory, ha trovato nuove prove legate alla possibile presenza di vita sul pianeta. In realtà le informazioni raccolte non costituiscono sicure evidenze della presenza di esseri viventi nel passato del corpo celeste ma sono ritrovamenti che sottolineano la necessità di continuare a esplorare la superficie e il sottosuolo del pianeta con altre missioni.

La missione Gaia, lanciata nel 2013, ha come obiettivo la raccolta di dati per realizzare la più precisa mappa tridimensionale della nostra galassia, sondando più di un miliardo di stelle. Il 25 aprile 2018 è stato rilasciato il secondo catalogo dei dati raccolti dall’ESA. Scopriamo insieme le caratteristiche di Gaia e le ultime novità di questo progetto tutto europeo.

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copertina   novembre-dicembre 2018

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