Sapere Scienza

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NEWS - Storia & Archeologia

L'estate è quasi arrivata e tra gli animali che la bella stagione ci permette di osservare anche durante una passeggiata all'aria aperta ci sono le lucertole. Proprio una loro antenata è la protagonista della copertina di Nature, realizzata da Davide Bonadonna, celebre paleoillustratore italiano. Cos'ha di speciale questo rettile per meritare un posto di prestigio in una rivista scientifica?

Era stato scoperto nella prima metà del Novecento in una cava del Monte Argentario, in Toscana, e il suo essere così intimamente inglobato nella roccia aveva reso difficile l'identificazione da parte dei paleontologi. Stiamo parlando del cranio fossile di un felide di cui, finalmente, è stata rivelata la classificazione tassonomica ossia l'appartenenza a una determinata specie. La ricerca è stata appena pubblicata su Nature - Scientific Reports da un gruppo di scienziati dell'Università di Perugia, della Sapienza di Roma, dell'Università di Verona e del European Synchrotron Radiation Facility di Grenoble.

La navigazione, la necessità di esplorare nuove terre attraversando le acque del mar Mediterraneo, potrebbe essere iniziata prima di quanto dedotto dagli studi archeologici sino a ora. Durante l’ultimo meeting della Society for American Archaeology è stata esposta una nuova e affascinante ipotesi: i Neanderthal potrebbero essere stati i primi marinai della storia.

I ricercatori della Queen Mary University di Londra hanno tentato di capire, attraverso il loro lavoro, pubblicato su Proceedings of the Royal Society B, la funzione delle corna e delle altre ornamentazioni ossee che caratterizzano il gruppo di dinosauri che comprende i triceratopi e gli stiracosauri.

Gli antropologi dello Smithsonian’s National Museum of Natural History, in collaborazione con studiosi provenienti da tutto il mondo, hanno scoperto che i primi uomini che hanno occupato l’Africa orientale a partire da circa 320.000 anni fa iniziarono ad avviare commerci con altri gruppi, a usare pigmenti e a costruire strumenti più sofisticati rispetto a quelli della prima Età della pietra. Questi comportamenti, che si pensava si fossero sviluppati più tardi nell’evoluzione dell’Homo sapiens, vengono, quindi, retrodatati da questi ultimi lavori.

Riuscire a datare le migrazioni dei nostri antenati riveste una grande importanza per la comprensione del percorso evolutivo che ci ha portati sino qui. Quando l’Homo sapiens ha deciso di lasciare l’Africa? In che modo quelle popolazioni hanno raggiunto il Medio Oriente per poi, nel corso dei secoli, conquistare tutte le terre emerse? Una recente scoperta sembra anticipare i tempi in cui i nostri progenitori si avventurarono al di là dei confini del continente africano.

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copertina   marzo-aprile 2018

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