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Il fossile di un pulcino del Mesozoico mostra lo sviluppo dei primi uccelli

9 Marzo 2018

Il piccolo fossile di un pulcino risalente all’era mesozoica (250 – 65 milioni di anni fa) sta aiutando gli scienziati a comprendere lo sviluppo osseo degli antenati degli attuali uccelli.

 

Piccolo come un mignolo

 

È un piccolo di Enantiornithes, un gruppo di uccelli preistorici, il protagonista dell’articolo pubblicato su Nature dai ricercatori dell’Università di Manchester in collaborazione con l’ARAID - Fundación Conjunto Paleontológico de Teruel-Dinopolis, i Natural History Museum di Los Angeles e di Londra, l’Università di Uppsala, il College of Charleston, l’Universidad Nacional de Educación a Distancia e l’Universidad Autónoma di Madrid, l’Università di Malaga e i laboratori con acceleratori di particelle di Grenoble e di Stanford.
Alto meno di 5 centimetri - quasi quanto il più piccolo dito di una mano umana - e pesante 10 grammi, il pulcino, proveniente dal deposito spagnolo di Las Hoyas, ha rappresentato l’opportunità rarissima per i ricercatori di studiare un volatile del passato, a pochi giorni dalla sua nascita: questo preciso momento della vita dell’animale è particolarmente critico in quanto il suo scheletro è in formazione e, avere a disposizione un reperto con queste caratteristiche, ha donato la possibilità di analizzare la struttura ossea di questa specie e di comprenderne lo sviluppo.

 

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L’analisi con la radiazione di sincrotrone

 

Il lavoro dei paleontologi è stato possibile, però, solo grazie alle moderne tecnologie a disposizione. Il fossile è così piccolo da poterne esaminare le microstrutture in dettaglio solo con la radiazione di sincrotrone, ossia raggi X prodotti da acceleratori di particelle. Fabien Knoll, autore dello studio, a proposito di questo, ha spiegato: “Le nuove tecnologie stanno offrendo ai paleontologi capacità mai viste prima di analizzare fossili stimolanti”.

 

Mappatura del Fosforo e Foto Fossile Enantiornithes

 

Immagine della mappatura del fosforo e foto del fossile. Image credits: Dr. Fabien Knoll

 

L’evoluzione degli uccelli

 

L’esame dell’ossificazione - il processo di sviluppo delle ossa - può fornire spiegazioni su molti aspetti della vita del giovanissimo volatile, come ad esempio se sapesse volare o necessitasse ancora delle cure parentali. I ricercatori hanno osservato che lo sterno del pulcino era ancora composto di cartilagine, quindi non era ancora in grado di volare. Questo, però, non dà indicazioni sulla dipendenza dai genitori: specie odierne, come gli inseparabili, dipendono fortemente dai propri genitori quando nascono, mentre le galline sono totalmente indipendenti. Luis Chiappe, del Museum of Natural History di Los Angeles e coautore dello studio, ha commentato: “Questa nuova scoperta, insieme con altre provenienti da altre parti del mondo, ci permette di dare una sbirciata nel mondo degli uccelli antichi che vissero nell’era dei dinosauri. È meraviglioso realizzare quante caratteristiche che vediamo nei volatili di oggi fossero già sviluppate più di 100 milioni di anni fa”.

 

Illustrazione artistica dell’esemplare di Enantiornithes disegnata dall’artista Raúl Martín. Credits: Raúl Martín

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