Sapere Scienza

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La mano dell'uomo moderno è molto simile a quella dei suoi antenati

15 Luglio 2015

L'uomo moderno ha proporzioni della mano molto simili a quelle dell'ultimo antenato comune tra lo scimpanzé e l'uomo. I risultati dello studio pubblicato su Nature Communications indicano che la struttura della mano umana moderna è in gran parte primitiva e non è dunque il risultato di pressione selettiva in un contesto di fabbricazione di utensili di pietra.

Le mani umane mostrano un rapporto abbastanza grande tra la lunghezza del pollice e quella delle altre dita. Questo tratto anatomico, oltre a essere quello che più distingue il genere umano dalle scimmie, è spesso invocato come una delle ragioni del successo della nostra specie. Tuttavia, ci sono teorie discordanti su come la mano dell'uomo si sia evoluta nel tempo.

Sergio Almécija e colleghi della Stony Brook University di Stony Brook, New York, hanno misurato le proporzioni della mano degli esseri umani, quelle di scimmie viventi (e fossili) e quelle di fossili di antenati umani, tra cui Ardipithecus ramidus e Australopithecus sediba, al fine di comprendere l'evoluzione graduale a cui è andata incontro la mano. I risultati mostrano, nell'ambito dell'evoluzione, un recente allungamento delle dita negli scimpanzé e negli oranghi e relativamente piccoli cambiamenti tra esseri umani, antenati umani e gorilla. Queste conclusioni sostengono l'ipotesi che il grande rapporto tra la lunghezza del pollice e quella delle altre dita della mano umana è stato acquisito in contemporanea con altre creature antropomorfe altamente abili.

Copertina   marzo-aprile 2019

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