Sapere Scienza

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Svelato il mistero del Triangolo delle Bermuda?

14 Marzo 2016

Crateri giganti scoperti sui fondali intorno alla costa della Norvegia potrebbero far avvicinare gli scienziati alla soluzione dell'enigma del Triangolo delle Bermuda. I ricercatori ritengono infatti che i crateri, di dimensioni pari a circa due chilometri e mezzo in larghezza e profondi circa 45 metri, siano stati causati da fuoriuscite di gas provenienti da depositi (anche di petrolio) sepolti in profondità.

Queste bolle potrebbero potenzialmente essere in grado di mettere in pericolo le navi e provocarne la scomparsa. Questa teoria sarà discussa durante il meeting annuale della European Geosciences Union che si terrà il mese prossimo.

Secondo i ricercatori dell'Università Artica della Norvegia, sul fondo del mare, in un'area che si trova nella parte centro-occidentale del mare di Barents, esistono multipli crateri giganti. "L'area dei crateri è probabilmente uno dei maggiori punti caldi superficiali di rilascio di metano marino nell'Artico" spiegano gli scienziati.

 

La leggenda del Triangolo delle Bermuda

Il Triangolo delle Bermuda è un tratto di mare che ha come vertici, approssimativamente, Miami, le Bemuda e Portorico e la sua nefasta fama è iniziata nel 1945 quando cinque velivoli sono scomparsi durante una missione nella regione. Da allora, ci sono state molte altre sparizioni, di mezzi di terra, mare e aria, nella stessa area e molti sostenitori di teorie complottiste hanno sospettato la presenza di attività soprannaturali.

 

La teoria delle bolle

La teoria delle bolle di gas non è una novità assoluta. Anche la National Oceanic and Atmospheric Administration ha in passato parlato di incidenti dovuti a "emissioni oceaniche" citando anche dei disturbi nelle "linee geomagnetiche del flusso".

Inoltre, l'anno scorso Igor Yelstov del Trofimuk Institute of Petroleum Gas Geology and Geophysics, ha sostenuto che "il Triangolo delle Bermuda potrebbe essere una conseguenza delle reazioni dei gas idrati. Questi cominciano a decomporsi mentre il metano ghiacciato si trasforma in gas. In questo modo si producono enormi quantità di gas che rendono il mare molto caldo e le navi affondano in queste acque mescolate con notevoli quantità di gas".

 

[Immagine: credit NOAA]

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