Sapere Scienza

Sapere Scienza

Dall’Università di Bologna sensori wireless per l’agricoltura

11 Ottobre 2018

Agricoltura hi-tech per gestire l'irrigazione e i rischi di salinizzazione del suolo. Il gruppo di lavoro del progetto Life Agrowetlands II, coordinato dall'Università di Bologna, ha ottenuto i primi risultati attesi nella messa a punto del sistema Smart Agrowetlands: una rete di sensori wireless capace di rilevare parametri meteorologici, umidità e salinità del terreno, oltre che profondità, temperatura e salinità delle acque, sia di superficie che di falda, inviando le informazioni a un sistema di supporto alle decisioni. L'obiettivo? Creare uno strumento automatico che possa consigliare gli agricoltori su come, quando e quanto irrigare i campi. Un aiuto particolarmente prezioso, soprattutto per le aree affette da problemi di salinizzazione.

 

Le zone umide: una risorsa in pericolo

 

Le zone umide costituiscono un prezioso serbatoio di biodiversità con una significativa funzione di ecosistema: ricoprono un ruolo fondamentale nel rinforzare la sicurezza e la resilienza dei territori in cui sono presenti, contro gli effetti del cambiamento climatico.
Le zone umide costiere del Mediterraneo, con estati calde e senza pioggia, possono essere interessate da un aumento della salinità delle acque e dei terreni, che ne compromette la conservazione. L'agricoltura, la cui pressione ha contribuito a indebolire l'integrità di questi habitat, è oggi chiamata in prima linea a intervenire per la loro tutela e valorizzazione. La storica convivenza tra le zone umide e le aree agricole, infatti, dovrà evolversi in un rapporto virtuoso che contribuisca, da un lato, a rafforzare lo sviluppo dell'agricoltura e, dall'altro, a promuovere la salvaguardia e la corretta fruizione di tali aree.
In questo contesto è nato Life Agrowetlands II (Smart Water and Soil Salinity Management in Agrowetlands), un progetto europeo che mira a contrastare i processi di salinizzazione a carico delle zone umide agricole attraverso un approccio innovativo e tecnologico.

 

Il progetto

 

Life Agrowetlands II è un progetto di ricerca europeo cofinanziato dal programma Life 2014-2020 e coordinato dall'Università di Bologna, in cui sono coinvolti ricercatori e docenti del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari e del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali.
Il sistema - un Decision Support System (DSS), sistema di supporto alle decisioni - riceve in tempo reale dai sensori della rete WSN (Wireless Sensor Network) le informazioni ambientali riguardanti parametri del suolo, delle acque e meteorologici. A sua volta, il DSS, utilizzando il modello AquaCrop (un modello sviluppato dalla FAO per prevedere le risposte produttive delle colture a un diverso impiego dell'acqua per uso irriguo) opportunamente adattato, fornisce consigli per l'irrigazione, in funzione dei parametri ambientali che gli sono stati inviati. I ricercatori lo hanno sperimentato per la prima volta quest'anno - con ottimi risultati - in un'area agricola della provincia di Ravenna, nell'ambito del progetto di ricerca europeo Life Agrowetlands II.

 

banner articoli sapere4

 

Il problema della salinizzazione

 

L'idea di realizzare una rete di sensori che colloquiano con un DSS per migliorare le strategie di irrigazione nasce come risposta a un problema che coinvolge molte aree agricole europee: la salinizzazione del suolo. Con un'irrigazione poco attenta, infatti, e in ambienti a clima mediterraneo, con estati calde e aride, i sali presenti nell'acqua tendono ad accumularsi negli strati superiori del suolo compromettendo la crescita della maggior parte delle piante fino ad arrivare, in casi estremi, alla desertificazione.
"Si stima che oggi, in Europa, circa un quarto delle aree agricole irrigate in ambiente mediterraneo siano colpite da questo fenomeno", ha spiegato Maria Speranza, docente dell'Università di Bologna, che coordina il progetto. "E guardando ai cambiamenti climatici in atto, è molto probabile che le aree interessate aumenteranno ancora, specialmente nell'Europa meridionale".

 

Agricoltura smart

 

Il sistema Smart Agrowetlands è stato messo a punto simulando lo sviluppo di alcune varietà di mais coltivate in un'area sperimentale nel ravennate, a pochi chilometri dalla costa adriatica, tra le foci del Reno e del Lamone: un territorio bonificato fra inizio '900 e gli anni '60, oggi affetto da un'elevata salinizzazione.
"I dati raccolti dal sistema sono stati tradotti in consigli su quanto e quando irrigare nel corso del ciclo colturale, tenendo conto anche degli effetti della salinità del suolo e dell'acqua di falda, e della qualità dell'acqua utilizzata", ha proseguito Speranza. E i risultati raggiunti sono stati molto positivi.
Ma Agrowetlands II non si ferma qui, anzi è appena a metà del suo percorso. L'obiettivo è arrivare ad una versione più avanzata del sistema, che possa essere sperimentata direttamente dagli agricoltori e che possa adattarsi anche ad altri territori. "Vogliamo arrivare a esportare il sistema in una seconda area sperimentale, individuata nei dintorni di Elche: una zona della Spagna meridionale con clima caldo-arido, elevata salinità del suolo e delle acque", ha affermato Maria Speranza. Un ottimo banco di prova, insomma, per continuare a migliorare la solidità e la flessibilità del sistema.

copertina   novembre-dicembre 2018

  COMPRA IL NUMERO

 
  ABBONATI

 
  SOMMARIO

 
  EDITORIALE

bannerCnrXSapere 0

iscriviti copia

tirelli

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.