Sapere Scienza

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Ripristinare la sensazione di movimento nei pazienti con protesi

10 Aprile 2018

I ricercatori della Cleveland Clinic hanno da poco pubblicato su Science Translation Medicine un articolo riguardante un nuovo metodo per ripristinare la sensazione naturale di movimento in pazienti con protesi agli arti superiori. Questa nuova tecnica potrebbe potenziare le capacità di controllo delle protesi stesse, portando alla gestione indipendente delle attività giornaliere e migliorando la qualità della vita di chi ha subito un’amputazione.

 

Ritrovare la cinestesia

 

Quando, per esempio, giochiamo a pallavolo, non abbiamo bisogno di guardare il nostro braccio fino al momento in cui la palla non è entrata in contatto con la nostra mano. Procediamo naturalmente, senza dover osservare i nostri arti e i movimenti che compiono affinché la coordinazione vada a buon fine. Questo perché riusciamo a sentire in maniera intuitiva dove si trova il nostro braccio e il movimento che dovrà svolgere, grazie alla percezione dei nostri muscoli e articolazioni. Questa capacità è chiamata cinestesia (o propriocezione), per definizione la consapevolezza della nostra posizione nello spazio e dello stato di contrazione dei muscoli, senza il bisogno del supporto visivo. La propriocezione, istintiva per la maggior parte di noi, risulta un ostacolo difficile da superare per coloro i quali posseggono un arto amputato. Come fare a restituire la cinestesia a questo tipo di pazienti?

 

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Dare una “buona vibrazione”

 

Il gruppo di ricerca ha utilizzato dei piccoli ma potenti robot per far vibrare muscoli specifici al fine di riaccendere la sensazione di movimento nei pazienti, permettendo loro di sentire le proprie dita e mani che si muovevano, divenendo nuovamente parte integrante del corpo. Sentendo la mano mancante mentre si controlla la protesi bionica, i pazienti potevano afferrare oggetti in maniera complessa e compiere specifici compiti nello stesso modo o anche meglio di individui senza disabilità. Lo studio ha coinvolto sei persone con amputazione che avevano in precedenza subìto un intervento di reinnervazione della parte superiore del corpo in modo che i nervi agissero come messaggeri per gli specifici segnali elettrici associati a movimenti della mano e del braccio.

 

Migliorare la vita di pazienti con protesi

 

Questo nuovo studio ha mostrato che il senso del movimento dell’arto mancante, causato da vibrazioni strategiche del muscolo, fornisce ai pazienti una migliore consapevolezza dello spazio e aumenta il controllo della motricità fine, senza che ci sia un controllo visivo della protesi. Inoltre la sensazione di movimento fa sì che le braccia bioniche si percepiscano maggiormente come proprie.
Per i passi successivi della ricerca, gli scienziati stanno esplorando nuove soluzioni per poter applicare questa tecnica a chi ha perso una gamba o a coloro i quali hanno avuto un ictus e si trovano, quindi, in una condizione che ha inibito la sensazione di movimento. Si sta anche cercando di modificare il sistema per trasformarlo in una protesi adoperabile nel lungo termine, per permettere ai pazienti di utilizzarla giornalmente. “L’obiettivo finale della nostra ricerca” ha affermato Paul Marasco, autore dell’articolo pubblicato su Science Translation Medicine, “è usare la sensazione di movimento per ottimizzare la relazione tra i pazienti e la tecnologia, per integrare al meglio le loro protesi come fossero una parte naturale di loro stessi”.

 

La medicina ha fatto enormi passi avanti e uno di questi grandi progressi è stato sicuramente l’invenzione dei vaccini. Scopritene di più acquistando e leggendo l’articolo “Il vaccino: l’arma vincente per prevenire le malattie infettive” scritto da Barbara Mognetti per il numero di Sapere di ottobre 2017.

 


Immagine di copertina: protesi degli arti superiori. Credits: photo courtesy of The Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory (JHU/APL) (https://flic.kr/p/9gJweq) [Public domain], via Wikimedia Commons

copertina   marzo-aprile 2018

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