Sapere Scienza

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NEWS - Tecnologia

Chi si è rivolto a uno specialista per modificare il proprio regime nutrizionale sa come possa essere difficile tenere traccia di tutto ciò che si mangia. Un nuovo sensore miniaturizzato, in grado di trasmettere informazioni su alcune sostanze ingerite, sviluppato dai ricercatori della Tufts University School Of Engineering, potrebbe divenire uno strumento utile per la salute di molti.

Presto sarà possibile esplorare gli oceani da un punto di vista molto particolare. È quello di SoFi, un pesce robot su cui stanno lavorando i ricercatori del Computer Science and Artificial Intelligence Lab del Massachusetts Institute of Technology. Il suo primo test è stato effettuato nelle acque della Rainbow Reef delle isole Fiji, dove è riuscito a raccogliere foto e video ad alta risoluzione utilizzando un obiettivo fish-eye (e come potrebbe essere altrimenti?).

I ricercatori della Cleveland Clinic hanno da poco pubblicato su Science Translation Medicine un articolo riguardante un nuovo metodo per ripristinare la sensazione naturale di movimento in pazienti con protesi agli arti superiori. Questa nuova tecnica potrebbe potenziare le capacità di controllo delle protesi stesse, portando alla gestione indipendente delle attività giornaliere e migliorando la qualità della vita di chi ha subito un’amputazione.

Sono tante le applicazioni tecnologiche del grafene ma gli scienziati della Northwest University hanno pensato che la sua versatilità potesse essere declinata anche in un ambito che, almeno in apparenza, sembra più frivolo: la tintura dei capelli. Probabilmente, durante i loro primi esperimenti, ispirati da pura curiosità, non avrebbero mai immaginato che i risultati sarebbero stati il contenuto di un articolo pubblicato nella rivista Chem.

Romanzi e pellicole di fantascienza sono stati spesso la scintilla creativa che ha spinto team di scienziati verso progetti ambiziosi che, con grandi investimenti di risorse, hanno portato il futuro nelle nostre case. Nonostante decenni di ricerche, c’è qualcosa che gli studiosi non sono ancora riusciti a riprodurre: si tratta di ologrammi tridimensionali, simili a quello che compare nel primo episodio di Star Wars. Si tratta dell’ormai iconica proiezione della Principessa Leia che chiede aiuto a Obi-Wan Kenobi, coraggioso cavaliere Jedi e ultima speranza di salvare la galassia dai seguaci del Lato Oscuro della Forza. Qualcosa di molto somigliante a quell’immagine mostrata dal piccolo robot R2-D2 (C1-P8 nella versione italiana) è stata da poco ricreata nei laboratori della Brigham Young University, a Provo, nello Utah.

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copertina   settembre-ottobre 2018

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