Sapere Scienza

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NEWS - Terra & Clima

Un terremoto è spesso seguito da eventi di intensità minore ma può accadere, invece, che tra le scosse successive ve ne sia una di magnitudo maggiore della principale. Sapere cosa accadrà, se il pericolo è passato o se la terra tremerà nuovamente e più di prima, sarebbe rilevante per il calcolo del rischio geologico e quindi essenziale per salvare vite. Laura Gulia e Stefan Wiemer, ricercatori del Servizio Sismologico Svizzero del Politecnico di Zurigo, stanno mettendo a punto un metodo che riesca, attraverso la valutazione di una specifica costante, a stabilire se il peggio deve ancora arrivare.

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Giungono notizie preoccupanti dalla Valle d'Aosta. Il ghiacciaio di Planpincieux, sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco, rischia di crollare sulla Val Ferret, sopra Courmayeur, e alcune zone sono state già evacuate per precauzione. La causa di questo evento imminente è il cambiamento climatico. Quali sono e saranno gli effetti del riscaldamento globale sui ghiacci terrestri ma anche sugli oceani? A questa domanda hanno risposto la scorsa settimana gli scienziati, autori dell'ultimo report pubblicato dall'IPCC-Intergovernmental Panel on Climate Change, l'organo delle Nazioni Unite che si occupa della valutazione dei dati scientifici legati ai cambiamenti climatici.

Gli effetti del cambiamento climatico sul tempo meteorologico e sulla salute umana sono spesso spiegati e sono conosciuti da molte persone. Però, poco si è detto finora dell'influenza che il riscaldamento globale può esercitare sul suolo. Il suolo, protagonista essenziale e silenzioso dell'equilibrio degli ecosistemi. Cos'è e cosa succederà in futuro? Lo hanno studiato i ricercatori della Rutgers University, negli Stati Uniti, e hanno pubblicato i loro risultati su Science Advances.

È settembre e l'estate sta per concludersi. In Italia e nel resto dell'Europa anche quest'anno sono state registrate giornate con temperature molto alte, al di sopra della media. Molti di voi si chiederanno se questi dati sono realmente preoccupanti e se sono legati al cambiamento climatico in atto. Gli scienziati hanno analizzato le temperature raccolte dalle stazioni meteorologiche dal 1950 al 2018 nel nostro continente e i risultati ottenuti non sono incoraggianti.

L'Amazzonia nella morsa delle fiamme. Sono immagini preoccupanti e drammatiche quelle trasmesse dai media di tutto il mondo riguardanti l'incendio che sta interessando le foreste dell'America Meridionale. Ciò a cui stiamo assistendo oggi, nel 2019, ha però radici più lontane. Con uno dei polmoni verdi più importanti del nostro pianeta, stanno andando letteralmente in fumo una ricca biodiversità e una delle nostre risorse principali per contrastare gli effetti del riscaldamento globale. Quando è iniziato tutto questo e cosa sta succedendo ora?

Riuscire a calcolare la probabilità e le possibili caratteristiche di un futuro evento naturale catastrofico è uno degli obiettivi principali degli studi geologici. Per quanto riguarda le frane, gli scienziati dell'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche hanno da poco pubblicato uno studio sulla rivista Earth-Science Reviews. L'articolo si concentra sulla costruzione di un modello in grado di prevedere il rischio sociale di frana in Italia. Di cosa si tratta? Procediamo a piccoli passi.

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La riforestazione è, per definizione, la ricostituzione di un bosco o una foresta distrutti. È spesso citata come la soluzione migliore per abbassare la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera ma non è una soluzione così semplice come può apparire. Ricostituire un habitat comporta una serie di conseguenze naturali ma anche sociali ed economiche che è necessario considerare affinché questo tipo di azioni esprima al massimo il proprio potenziale positivo. Lo studio pubblicato pochi giorni fa su Science percorre questa strada, mettendoci in guardia: dobbiamo prendere decisioni velocemente perché il tempo a disposizione per la realizzazione di riforestazioni "ragionate" potrebbe non essere più sufficiente.

Gli effetti del riscaldamento globale non si stanno facendo attendere, anzi, alcuni sembrano in anticipo di 70 anni. Stiamo parlando dello scioglimento del permafrost canadese, nelle regioni artiche, fenomeno che sta allertando gli scienziati. I dati che hanno portato a questa scoperta sono raccolti nell'articolo pubblicato su Geophysical Research Letters da un gruppo di ricercatori della University of Alaska Fairbanks.

Il mantello terrestre associato a una tela di Jackson Pollock. Cosa può significare questo accostamento tra geologia e storia dell'arte? Cosa c'entra tutto questo con la ricerca pubblicata dalla University of Utah su Nature Geoscience? Cerchiamo di capirlo insieme, passando da una strana tecnica artistica chiamata dripping, per arrivare alla composizione della struttura interna della Terra.

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