Sapere Scienza

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NEWS - Terra & Clima

Ancora una volta la comunità scientifica conferma che le attività umane stanno accelerando la rottura degli equilibri naturali: stiamo trasformando così velocemente e profondamente l'ambiente che fino a un milione di specie vegetali e animali sono in questo momento a rischio di estinzione. La perdita di biodiversità è una grave minaccia per gli ecosistemi da cui noi stessi dipendiamo. Queste conclusioni sono contenute in una lunga relazione (1500 pagine di cui ora è pubblicata una sintesi) compilata da un team internazionale di esperti e che si basa su centinaia di studi e rilasciata dalle Nazioni Unite, dopo l'approvazione dei rappresentanti provenienti dagli Stati Uniti e da altri 131 paesi.

Studiare la storia dei vulcani e delle loro eruzioni può fornirci un efficace strumento per calcolare il rischio legato a eventi catastrofici nel nostro territorio e progettare le migliori misure affinché questi fenomeni non si traducano in perdite materiali e umane. Un gruppo internazionale di ricercatori ha da poco rivelato, in un articolo nella rivista scientifica Geology, l'esistenza di una grande eruzione, che avrebbe ricoperto di ceneri una vasta area del Mediterraneo centrale, avvenuta 29.000 anni fa presso i Campi Flegrei.

Le forme del paesaggio sono le parole con cui la Natura scrive e tramanda la storia della Terra. Comprendere i processi che portano alla loro formazione è la strada giusta per conoscere l'evoluzione del nostro pianeta. I geomorfologi del California Institute of Technology hanno rivolto la propria attenzione verso i meccanismi che contribuiscono alla nascita delle cascate. I risultati, pubblicati su Nature, sono stati sorprendenti anche se costituiscono solo una prima ipotesi che andrà, in seguito, sostenuta da nuove prove.

Quello dell'estinzione dei dinosauri è un vero e proprio giallo. La prima risposta che solitamente si riceve per quanto riguarda la scomparsa di questi mitici animali, avvenuta circa 66 milioni di anni fa, vede come colpevole il devastante impatto con un asteroide (o cometa), avvenuto a Chicxulub, in Messico: il conseguente innalzamento di polveri e vapore avrebbe dato inizio a un lungo inverno, invivibile per la maggior parte delle specie presenti. L'asteroide ha tutte le carte in regola per essere considerato l'indiziato principale. Nello stesso intervallo di tempo, in India, da una intensa attività vulcanica, nascevano i Trappi del Deccan, che hanno seppellito la maggior parte del subcontinente sotto 2 chilometri di roccia lavica, basalto, rilasciando una gran quantità di gas nell'atmosfera, sostanze pericolose per la sopravvivenza delle forme di vita allora esistenti sul nostro pianeta.
Su Science sono stati di recente pubblicati due studi che dibattono sulle cause di quella che è chiamata estinzione K-T, due lavori dalle intenzioni discordanti che però presentano un prezioso punto in comune: un'ottima corrispondenza cronologica per la formazione dei Trappi del Deccan. Cerchiamo di capire insieme le novità sulla più celebre estinzione della storia della Terra.

L'Università della Calabria, in collaborazione con Elettra Sincrotrone Trieste e la University of Hawaii, ha pubblicato su Scientific Reports di Nature uno studio riguardante la morfologia dei capelli di Pele del vulcano Kilauea, ricostruendone la struttura in 3D. Cosa sono i capelli di Pele e a cosa serve la loro conoscenza approfondita?

È stato pubblicato, qualche giorno fa, il titolo di un articolo di un famoso quotidiano che definiva rassicurante il freddo degli ultimi giorni, tanto da poter "allontanare i timori sul riscaldamento globale". Un refuso che ha alimentato la confusione di molti tra tempo meteorologico e clima. In realtà le notizie che ci giungono dalla Banca dati di climatologia storica dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR-ISAC di Bologna descrivono il 2018 come l'anno più caldo in Italia dal 1800 a oggi.

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