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Clima: trovato l'accordo alla COP21, innalzamento termico da contenere entro 1,5 gradi

14 Dicembre 2015

La XXI conferenza delle parti dell'ONU sui cambiamenti climatici (COP21) di Parigi si è conclusa con un accordo che supera anche le aspettative della vigilia: l'impegno a contenere entro un grado e mezzo l'innalzamento della temperatura globale. L'accordo è stato raggiunto senza un voto ufficiale ma è stato adottato per approvazione. L'intesa intorno alla quale i paesi partecipanti si sono ritrovati prevede il contenimento dell'aumento della temperatura del Pianeta entro un grado e mezzo (e non entro 2, come si ipotizzava prima dell'inizio del vertice). Unico neo, il fatto che entrerà in vigore nel 2020.

"L'accordo raggiunto conferma il nostro obiettivo centrale, essenziale, di contenere l’aumento della temperatura media al di sotto dei 2 gradi e di sforzarsi di limitare questo aumento a 1,5 gradi. Questo permetterebbe di ridurre significativamente i rischi e gli effetti dovuti al cambiamento climatico" ha dichiarato Laurent Fabius, presidente della COP21.
I Paesi più poveri, inoltre, avranno il sostegno di quelli più ricchi, che contribuiranno alle politiche climatiche dei primi con uno stanziamento economico di almeno 100 miliardi di dollari l'anno, una soglia che comunque potrà essere aumentata a partire dal 2025.

Non mancano tuttavia voci critiche, soprattutto tra gli ambientalisti. Secondo Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International, "l'accordo è stato annacquato e inquinato da coloro che hanno depredato il Pianeta e non risponde alla domanda: come arriveremo a realizzare gli obiettivi? Se davvero vogliamo raggiungere l'obiettivo di emissioni nette zero entro la seconda metà del secolo, dobbiamo azzerare quelle delle fonti fossili entro il 2050". Il testo, inoltre, secondo Tasneem Essop del WWF "non fornisce "nessuna garanzia di sostegno per i più colpiti dall’impatto dei cambiamenti climatici".

L'accordo comprende 31 pagine e 29 articoli e sarà adottato dai 195 paesi della COP21 (più l'Unione Europea) durante il 2016. Diventerà operativo quando sarà approvato da almeno 55 paesi che rappresentino almeno il 55 per cento delle emissioni di gas serra, per poi entrare in vigore nel 2020 alla scadenza del Protocollo di Kyoto. Nel testo finale si istituisce la "revisione" degli impegni, "ogni 5 anni" e "al rialzo". Per il momento, la prima "revisione" è prevista per il 2025, con un primo "bilancio" nel 2023.

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