Sapere Scienza

Sapere Scienza

Ecco come le nuvole diventano più brillanti

29 Luglio 2015

Come si formano le nuvole e in che modo contribuiscono alla temperatura della Terra? Sono due grandi questioni della climatologia. Ora, un nuovo studio condotto sulle nuvole che si trovano sugli oceani più remoti del mondo mostra che, durante il periodo estivo, gli organismi oceanici sono responsabili per circa la metà delle goccioline delle nubi. La ricerca del Pacific Northwest National Laboratory compare sulla rivista Science Advances.

 

Gli scienziati hanno combinato modelli computazionali con dati satellitari sull'Oceano Meridionale, la vasta distesa d'acqua che circonda l'Antartide. L'analisi ha rivelato che l'aerosol che si origina dagli organismi marini raddoppia quasi il numero di goccioline che compongono le nuvole estive, il che incrementa la quantità di luce solare che viene riflessa verso lo spazio. "Si tratta di un effetto molto forte - ha spiegato Susannah Burrows, tra gli autori della ricerca - e abbiamo avuto la possibilità di studiare esclusivamente l'effetto dell'aerosol oceanico sulle nuvole, perché le fonti continentali erano molto lontane". Lo studio degli aerosol marini è stato sempre complicato perché essi, quando si effettuano misure vicino alle coste, vengono sopraffatti da inquinanti di origine antropica.

 

 

Gli scienziati si sono in particolare concentrati su tre tipi di aerosol di origine marina: il sale marino, gli aerosol da materia organica e i solfati. Grazie a modelli computazionali, i ricercatori hanno scoperto che il sale marino contribuiva maggiormente a fornire quelle particelle attorno a cui si formano le goccioline di una nube ed era inoltre quello con la presenza più uniforme nel corso dell'anno.
La materia organica e i solfati contribuivano a far formare più goccioline d'estate che d'inverno, in accordo col fatto che l'oceano riceve più luce solare in estate e quindi i suoi organismi possono crescere di più in questa stagione. I solfati, inoltre, avevano un effetto maggiore rispetto alla materia organica.


Nel complesso, gli aerosol emessi da organismi marini arrivavano quasi a raddoppiare la concentrazione delle goccioline delle nuvole, durante l'estate. Questo fenomeno aumentava la quantità di luce riflessa nello spazio di circa 4 Watt per metro quadrato nel corso dell'anno. Comprendere la quantità di energia riflessa dalle nuvole che si trovano sopra l'Oceano Meridionale aiuterà i ricercatori a valutare l'esattezza dei modelli climatici nella descrizione degli effetti di queste particelle di origine marina sulle nuvole.

 

[Immagine:: credit NASA]

9788822094445   luglio-agosto 2020

  COMPRA IL NUMERO

 
  ABBONATI

 
  SOMMARIO

 
  EDITORIALE

bannerCnrXSapere 0

iscriviti copia

caraveo saperescienza

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.