Sapere Scienza

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Il 2018 è stato l’anno più caldo dal 1800 a oggi

8 Gennaio 2019

È stato pubblicato, qualche giorno fa, il titolo di un articolo di un famoso quotidiano che definiva rassicurante il freddo degli ultimi giorni, tanto da poter "allontanare i timori sul riscaldamento globale". Un refuso che ha alimentato la confusione di molti tra tempo meteorologico e clima. In realtà le notizie che ci giungono dalla Banca dati di climatologia storica dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR-ISAC di Bologna descrivono il 2018 come l'anno più caldo in Italia dal 1800 a oggi.

 

I dati adoperati

 

I dati impiegati per produrre i bollettini mensili sul clima, consultabili sul sito Climate Monitoring for Italy dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima, consistono in serie di informazioni ricavate da registrazioni storiche degli ultimi due secoli. Questi set provengono dagli osservatori meteorologici italiani e sono aggiornati con dati della Global Surface Summary of Day (GSOD) che, a loro volta, comprendono le misure raccolte dall'Aeronautica Militare Italiana e dalle stazioni ENAV, la società che gestisce il traffico aereo civile in Italia. Questo insieme di misurazioni è stato reso omogeneo adoperando tecniche statistiche per eliminare tutti i segnali non climatici dovuti alla storia delle stazioni stesse come, ad esempio, il cambiamento di strumentazione oppure lo spostamento di quest'ultima o dell'intera stazione. Climate Monitoring for Italy fornisce, quindi, il monitoraggio e la valutazione dello stato del clima nella nostra nazione tramite bollettini mensili del clima e la classificazione delle anomalie mensili, stagionali o annuali all'interno della variabilità climatica degli ultimi duecento anni.

 

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L'anno più caldo

 

Il 2018 è stato l'anno più caldo dal 1800 a oggi per l'Italia. Con una anomalia di +1,58°C sopra la media del periodo di riferimento (1971-2000) ha superato il precedente record del 2015 (+1,44°C sopra la media). A parte i mesi di febbraio (con un'anomalia negativa) e marzo (in media rispetto al trentennio di riferimento), tutti gli altri dieci mesi del 2018 hanno fatto registrare anomalie positive e nove di essi di oltre 1°C rispetto alla media. Particolarmente eccezionali sono stati i mesi di gennaio (il secondo gennaio più caldo dal 1800 ad oggi con una anomalia di +2,37°C rispetto alla media) e aprile (il più caldo di sempre, con un'anomalia di +3,50°C rispetto alla media).

 

Cosa ci dice l'anomalia del 2018 sulla tendenza in atto?

 

L'anomalia del 2018, se presa in esame singolarmente, non ci permette di trarre conclusioni relativamente alle tendenze in atto. Tuttavia, se vista nel contesto degli ultimi 220 anni di storia climatica dell'Italia, è l'ennesima conferma del fatto che siamo in presenza di un cambiamento climatico importante per il nostro paese. Significativo è il fatto che, tra i 30 anni più caldi dal 1800 ad oggi, 25 siano successivi al 1990. L'eccezionalità del 2018 non ha interessato solo l'Italia, l'anno appena concluso è risultato il più caldo da quando sono disponibili osservazioni anche per Francia, Svizzera, Germania e Austria.

 

Desiderate capire meglio come è possibile ricostruire il clima del passato? Acquistate e leggete l'articolo di Michele Brunetti e Maurizio Maugieri, "Ricostruzioni climatiche in Italia", pubblicato nel numero di ottobre 2015 di Sapere.

copertina   novembre-dicembre 2018

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