Sapere Scienza

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Il collasso dell'Antartide occidentale non è più arrestabile

23 Maggio 2014

Il ghiacciaio Thwaites sta cominciando a collassare. Si tratta di una struttura fondamentale per la calotta glaciale occidentale dell'Antartide, il cosiddetto Wais (Western Antarctic Ice Sheet). L'intero strato di ghiaccio è destinato a fondersi sul lungo periodo e il suo scioglimento potrebbe aumentare i livelli del mare di oltre tre metri. Sono queste le conclusioni che provengono dalla combinazione di due studi condotti sul recente ritiro del ghiacciaio Thwaites. Il primo, condotto dall'Università di Washington e pubblicato su Science, annuncia che tra circa di due secoli questo ghiacciaio andrà incontro a un rapido scioglimento. Il secondo, opera di alcuni ricercatori dell'Università della Califorina di Irvine e pubblicato su Geophysical Research Letters, descrive una recente mappatura radar della zona e conferma che questo ghiacciao è l'ultimo 'baluardo' prima di un collasso finale che potrebbe inondare l'Antartide occidentale con acqua di mare, promuovendo una quasi completa perdita del ghiaccio dell'area entro migliaia di anni.

 

"Il prossimo stato di equilibrio per la calotta glaciale occidentale sarà contraddistinto dal non avere affatto ghiaccio" ha commentato Ian Joughin, dell'Università di Washington. Nell'area in cui il ghiacciaio Thwaites incontra il Mare di Amundsen, acque calde di profondità scavano sotto la base, formando una piattaforma di ghiaccio da cui si staccano gli iceberg. Quando lo scioglimento dei ghiacci e la creazione di iceberg superano le quantità di neve fresca apportata più all'interno, il ghiacciaio si restringe. A quanto si legge nello studio riportato dalla rivista Geophysical Research Letters, il satellite European Remote Sensing ha mappato dal 1992 al 2011 il ghiacciaio Thwaites, documentando il suo ritiro di 14 chilometri; in nessun altro luogo dell'Antartide si è verificato un cambiamento così veloce. L'inserimento dei dati in un accurato modello previsionale ha dato un esito infausto: tutti gli scenari possibili dipingevano un collasso già cominciato che porterà il ghiacciaio, tra 200 e 500 anni, ad accelerare in modo repentino, appena la linea di confine tra ghiaccio e terra sarà arretrata fino alle regioni più profonde del bacino. Il ghiacciaio diventerà più basso e predisposto a un collasso sempre più pronunciato: l'accelerazione del ritiro arriverà fino a raggiungere il tasso di cinque chilometri all'anno. Un processo che potrebbe mettere in pericolo l'intero Antartide occidentale.

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