Sapere Scienza

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Le città resilienti

4 Gennaio 2018

"Resilienza" è una parola che recentemente è stata usata e abusata: ne parlano psicologi, politici, sociologi ma anche personaggi dello spettacolo; la leggiamo su mille profili social che condividono, come se fossero mantra, frasi motivazionali che, spesso, svuotano di significato questo termine. Cos’è la resilienza? Come è legata alle città?

 

Resilienza

 

In generale, la resilienza è la capacità di adattarsi ai cambiamenti. Inizialmente questa definizione era parte del lessico riferito ai materiali: un oggetto capace di resistere a deformazioni e rotture è resiliente, un tessuto che riprende la forma originale dopo una deformazione è resiliente. Questo concetto è stato poi preso in prestito da altri ambiti del sapere quali l’ecologia e la psicologia. In molti contesti esistono sistemi che, per sopravvivere, hanno bisogno di mutare e le città non sono da meno. I cambiamenti climatici e i grandi stress a cui sono sottoposti i centri abitati come, ad esempio, immigrazione, disoccupazione, povertà, richiedono un nuovo modo di agire. La strategia da utilizzare non può più essere difensiva, è necessario trasformare le crisi in opportunità.

 

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Parola d’ordine: adattamento

 

Una città resiliente è un centro urbano che non pone rimedi estemporanei ai cambiamenti climatici e alle problematiche sociali ma che vi si adatta, costruendo nuove risposte a livello politico, economico e ambientale. Abbiamo visto quanto spesso in Italia i fenomeni meteorologici estremi quali alluvioni, ondate di calore e siccità ci mettano in ginocchio. Pianificare un futuro resiliente significherebbe tagliare i costi e diminuire la mortalità legata a questi eventi. Gli spazi in cui viviamo vanno ripensati anche e soprattutto in termini urbanistici. Uno dei casi più chiari che può aiutarci a comprendere in cosa consistono questo tipo di azioni è descritto nel dossier 2017 “La città alla sfida del clima” di Legambiente: a Rotterdam si stanno realizzando delle water squares, piazze d’acqua, ossia spazi pensati come aree gioco o relax che, in caso di precipitazioni abbondanti, si trasformerebbero in luoghi di raccolta disciplinata delle acque piovane le quali, a loro volta, verrebbero immesse in maniera disciplinata nel sistema fognario, evitando così il sovraccarico.

 

Italia resiliente

 

Anche l’Italia si sta muovendo in questa nuova direzione grazie al supporto di progetti internazionali. Dal 2010 al 2013 il comune di Ancona ha partecipato ad ACT – Adapting to Climate change in Time, un bando finanziato dalla Commissione europea all’interno del programma LIFE – Environmental Policy and Governance, cui obiettivo era lo sviluppo di una Strategia Locale di Adattamento costruita valutando gli impatti ambientali, sociali ed economici del cambiamento climatico, coinvolgendo tutti gli attori locali del territorio. Un altro programma di cui sono protagoniste Milano e Roma è 100 Resilient Cities, ideato e finanziato dalla Rockefeller Foundation, aiuta le città di tutto il mondo nel cammino verso la resilienza, al fine di affrontare le sfide ambientali, sociali ed economiche che oramai stanno bussando alle nostre porte.

 

Se vi interessa conoscere il ruolo della resilienza nei sistemi biologici, leggete l’articolo “Comunità umane e naturali: due sistemi complessi” pubblicato nel numero di Sapere di ottobre.

copertina   agosto-settembre 2017

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