Sapere Scienza

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Un atlante dell'infinitamente piccolo: i batteri del suolo

30 Gennaio 2018

Lo calpestiamo, lo associamo allo sporco, lo diamo per scontato non conoscendone le importanti funzioni: è il suolo, quello strato superficiale formatosi grazie all’alterazione, per opera di agenti atmosferici e organismi viventi, della superficie rocciosa della crosta terrestre. Quella che a noi sembra polvere, brulica di esseri impossibili da osservare a occhio nudo, il cui studio potrebbe ritornare molto utile. Ecco perché un team di ricercatori ha pubblicato il primo atlante mondiale delle specie batteriche presenti nel suolo.

 

Così piccoli, così importanti

 

Quando sentiamo parlare di batteri solitamente li colleghiamo a malattie. In realtà sappiamo bene che questi microrganismi non sono tutti patogeni anzi, con alcuni di loro conviviamo tutti i giorni: un esempio è la nostra flora batterica intestinale. Il suolo è un universo microscopico abitato, anche e soprattutto, da batteri “buoni” che svolgono attività quali la trasformazione della sostanza organica, sono parte indispensabile dei cicli dell’azoto e del carbonio, possono conferire stabilità alla struttura del suolo, rivestono un ruolo di biorisanamento e sono in grado di rispondere allo stress ambientale mantenendo la fertilità. Piccoli esseri con grandi poteri, da cui derivano grandi responsabilità (come direbbero gli appassionati di fumetti).

 

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Lo stato dell’arte

 

Per queste ragioni gli scienziati hanno cercato per decenni di studiare i batteri del suolo. Un obiettivo arduo da raggiungere: questi microrganismi sono tra gli esseri più abbondanti e diversificati presenti sulla Terra e mettono alla prova la capacità degli scienziati di comprendere il loro specifico contributo in processi quali i cicli dei nutrienti, la produzione di piante e l’emissione dei gas serra. Naturalmente studiare e descrivere le caratteristiche di migliaia di taxa non è fattibile, soprattutto se pensate che molti di questi batteri non sono stati ancora classificati e la maggior parte non è coltivabile in laboratorio. In questi giorni, però, sono giunte delle novità.

 

L’atlante

 

A global atlas of the dominant bacteria found in soil è il titolo del lavoro pubblicato su Science: il gruppo di ricercatori, provenienti da Stati Uniti, Spagna e Australia, ha analizzato i suoli di 237 siti sparsi in 6 continenti - includendo così le diverse zone climatiche - scoprendo, grazie al sequenziamento del DNA, che solo il 2% dei tipi di batteri campionati (511 su 25.224) sono presenti in maniera consistente in quasi la metà dei suoli presi in considerazione. Quindi, nonostante la grandissima biodiversità che caratterizza questi microrganismi, solo pochi taxa sono abbondanti globalmente.
Un’altra fase della ricerca è stata quella di esaminare alcuni fattori ambientali legati alle tipologie di suoli, arrivando così a poter suddividere i batteri in cinque gruppi ecologici, a seconda dell’habitat di preferenza: pH elevato, pH basso, zone aride, bassa produttività delle piante e foreste secche. È stato costruito così il primo atlante globale dei batteri del suolo.
Oltre a mostrarci l’incredibile diversità dell’infinitamente piccolo, questa ricerca potrebbe essere un supporto per il miglioramento della salute del suolo - messa a repentaglio troppo spesso dalle azioni dell’uomo - e della sua fertilità.

 

I batteri sono organismi molto speciali. Scoprite un “Supereroe tra i batteri”, leggendo l’articolo di Domenica Farci nel numero di aprile di Sapere.

copertina   luglio-agosto 2018

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