Sapere Scienza

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Come inattivare il Coronavirus sulle superfici? Una ricetta per tutti

22 Marzo 2021 di 

Nell’ultimo anno, le linee-guida suggerite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per contrastare la diffusione della pandemia di Covid-19 ci hanno insegnato non solo a indossare mascherine facciali e a rispettare un adeguato distanziamento interpersonale, ma anche a impiegare frequentemente soluzioni virucide contenenti alcol o ingredienti a base di cloro attivo sulle superfici presenti nei luoghi di lavoro e nelle nostre case.
Sempre più studi però stanno dimostrando come un uso eccessivo e non responsabile di queste sostanze igienizzanti possa portare alla formazione di sottoprodotti nocivi, per l’uomo e per l’ambiente, generati dall’interazione di questi ingredienti con il materiale organico presente sugli oggetti di uso quotidiano.

 

Una semplice ricetta: acqua ossigenata e succo di limone

 

Per questo motivo, presso i laboratori milanesi dell’Istituto di Scienze e Tecnologie Chimiche del CNR e dell’Ospedale “Luigi Sacco”, si è voluta studiare l’efficacia contro il coronavirus di una nuova serie di soluzioni disinfettanti alternative che possano essere rispettose dell’ambiente e della salute degli utilizzatori, ma altrettanto efficaci in termini di attività contro i virus.

Il perossido di idrogeno acquoso al 3%, ovvero la soluzione che tutti troviamo in commercio come acqua ossigenata per disinfettare le piccole ferite, ha mostrato i risultati più promettenti. Questo principio attivo presenta infatti una scarsa attività virucida se usato tal quale, mentre, aggiungendo piccole quantità di acido citrico (presente negli agrumi) oppure di acido acetico (contenuto nel comune aceto), è possibile accelerare l’azione disinfettante della soluzione nei confronti del virus SARS-CoV-2 e ottenere un abbattimento della carica virale di più del 99,99% in 5 minuti. Inoltre, un eventuale eccesso di acqua ossigenata si degrada spontaneamente e rapidamente in ossigeno gassoso e acqua, senza generare né inquinanti ambientali di rilievo, né sostanze potenzialmente tossiche per gli utenti.

 

Un disinfettante ecosostenibile contro il Covid

 

Dal punto di vista pratico, questa soluzione è semplice da preparare anche in ambito domestico: è sufficiente aggiungere 3 cucchiai di succo di limone (o aceto bianco) a un flacone di 250 ml di acqua ossigenata, per avere, in tal modo, un rapporto di circa 1:10 tra succo di limone e acqua ossigenata. La miscela è stabile per qualche giorno ed è dunque consigliabile prepararla poco prima dell’utilizzo. Può essere così spruzzata e lasciata agire qualche minuto sulle superfici da igienizzare, che non siano però sensibili alla corrosione e alla decolorazione. Non è perciò adatta quindi per tessuti delicati, metalli non inossidabili e legni pregiati.

L’acqua ossigenata diluita e acidulata con acido citrico o acetico è dunque una formulazione sicura, efficace, sostenibile, sia dal punto di vista economico che ambientale, e di facile preparazione, che può rappresentare una valida opzione nella lotta quotidiana al coronavirus anche in quei Paesi del mondo con economie più deboli, in cui vi è scarsa reperibilità di liquidi igienizzanti industriali specifici.

 

 

 

 

Riferimento:
Davide Mileto, Alessandro Mancon, Federica Staurenghi, Alberto Rizzo, Stefano Econdi, Maria Rita Gismondo, Matteo Guidotti, “Inactivation of SARS-CoV-2 in the Liquid Phase: Are Aqueous Hydrogen Peroxide and Sodium Percarbonate Efficient Decontamination Agents?”, ACS Chemical Health & Safety, 16 Feb. 2021. https://pubs.acs.org/doi/10.1021/acs.chas.0c00095.

Matteo Guidotti

Matteo Guidotti è ricercatore presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie Chimiche del CNR. Ha conseguito la Laurea in Chimica e il Dottorato di Ricerca in Chimica Industriale presso l’Università di Milano. È coautore di più di 130 pubblicazioni su riviste e libri internazionali. Si occupa di materiali inorganici nanostrutturati per l’ossidazione sostenibile e di formazione sul tema della prevenzione e protezione dai rischi chimici, biologici, radiologici e nucleari. È membro dell’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna.

copertina   marzo-aprile 2021

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