Sapere Scienza

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La Tavola dei giganti

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2019, Anno Internazionale della Tavola Periodica proclamato dall’UNESCO. Un monumentale passo in avanti nella comprensione delle proprietà degli elementi chimici e dello sviluppo della scienza e della tecnologia.

2019, centocinquantesimo anniversario della relazione “L’interdipendenza fra le proprietà dei pesi atomici degli elementi” presentata da Dmitrij Mendeleev alla Società Chimica Russa.


2019, centenario della nascita di Primo Levi, autore di Se questo è un uomo e della raccolta di racconti Il sistema periodico che la Royal Society inglese nel 2006 ha definito il miglior libro di scienze mai pubblicato.

Un anno da far tremare le vene e i polsi a chiunque voglia raccontare di tali eventi senza essere noioso, ripetitivo e banale. Con grande patema mi sono quindi avvicinato all’edizione di questo numero speciale. Tante idee e tante telefonate, ma alla fine con Sara Tortorella – membro del comitato scientifico di Sapere, che ha lavorato come co-editor per questo numero quanto e più di me e che ringrazio vivamente – abbiamo trovato il bandolo per accogliere una serie di piccole storie che condividono il loro essere con la tavola periodica.

In questo numero si raccontano gli antefatti della grande intuizione di Mendeleev: il contributo italianissimo di Amedeo Avogadro e Stanislao Cannizzaro, in gergo hollywoodiano il prequel de “La tavola periodica” raccontato da Antonio Di Meo. Un articolo interessante e gradevolissimo in cui si mette in luce quanto sia vero che tutti noi «siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti». Bernardo di Chartres può certamente essere parafrasato perché Mendeleev è davvero un gigante sulle spalle di giganti.

E per fortuna, nella storia dei giganti scientifici non esistono solo gli uomini. Le bandierine rosa che punteggiano la linea del tempo delle scoperte di elementi fatte da donne – nel bellissimo articolo di Maria Rosaria Tiné e Silvia Pizzimenti – sono numerose, a partire dal 1898, quando la gigante Maria Skłodowska Curie isola e caratterizza il polonio.

Non c’è dubbio alcuno che questo strumento scientifico, la tavola periodica, che tutti noi abbiamo incontrato almeno una volta nella nostra vita scolastica e universitaria, sia il paradigma della ricerca dell’ordine nel disordine, della razionalità nell’irrazionalità. Fino a 150 anni fa gli elementi noti erano un numero molto inferiore a quello che conosciamo oggi, ma presentarli agli studenti era complicato perché le loro proprietà erano in ordine apparentemente casuale. E invece dall’articolo di Sara Tortorella emerge quanto la diversità fra gli elementi sia importante, ma rientri nel quadro di variazioni contenute e prevedibili, appunto periodiche, nelle proprietà degli elementi.

Come le proprietà di questi elementi si interfacciano con la storia geologica e biologica del nostro pianeta è invece l’oggetto del bell’articolo di Marco Carlotti, un chiaro racconto di quanto sono importanti e rari gli elementi allo stato puro e di quanto la combinazione di più elementi per formare le molecole sia invece dominata dalla storia geologica del pianeta e – soprattutto – dalla sua storia biologica.

A proposito del ruolo della tavola periodica in relazione alla vita, non potevo esimermi dal parlare delle mie molecole preferite, le proteine, le silenziose operaie che svolgono i ruoli più importanti che consentono ai sistemi biologici – tutti – di vivere e prosperare sul pianeta Terra.

È importante però non fermarsi solo al mero magnificare la tavola periodica, ma cercare di coniugare quanto da questa abbiamo imparato con il grande tema della sostenibilità ambientale dell’uso delle risorse di cui il pianeta Terra dispone. L’articolo di Eleonora Polo illustra magistralmente i rischi associati a un modello di sviluppo in cui le risorse vengono impiegate in modo intensivo con scarsa propensione alla progettazione di un modello alternativo.

Le ragioni di questo bisogno sono ben spiegate dalla tavola periodica allegata come inserto centrale, che ci illustra in modo grafico e immediatamente comprensibile quale sia la disponibilità relativa dei vari elementi chimici che diventano ogni giorno più importanti per le applicazioni tecnologiche. Proprio di questo ci parla il direttore Nicola Armaroli.

Come ciliegina sulla torta di questo numero speciale compaiono il breve racconto a fumetti di Liliana Capozzo e la rubrica Storie di scienza di Vincenzo Palermo. Entrambi i contributi sono dedicati alla figura di Mendeleev e danno più sapore a Sapere, assieme ad alcune rubriche esplicitamente “a tema”.

Consentitemi infine di spiegarvi perché su Primo Levi non troverete un articolo specifico. È una scelta dettata dal non voler raccontare la sua storia personale, le sue vicende umane e le sue peripezie chimiche per non rovinare il gusto della novità a chi quelle storie vuole leggerle per la prima volta o rileggerle. Primo Levi non è uno scrittore qualunque; al di là dei contenuti, mi piace sottolineare che questo ennesimo gigante è una figura poliedrica, un attento lettore di se stesso e del mondo circostante, ma attento anche a come raccontare questo mondo. Ho avuto modo di ascoltare il linguista Gian Luigi Beccaria, il quale ricordava come l’essere chimico e l’essere scrittore fossero fusi in Levi, al punto da poter dire che Levi è scrittore perché chimico. E la sua attività di raffinato linguista lo portava all’ossessione di essere preciso nel dare un nome alle cose – proprio come deve fare un chimico – e ad essere affascinato dagli strafalcioni, come quello del “cloruro demonio” usato in vece del corretto “cloruro d’ammonio”. Leggete questo fascicolo e la figura di Primo Levi vi apparirà continuamente in trasparenza. Ma una volta chiuso Sapere, leggete anche Primo Levi. Qualunque suo scritto. Scoprirete quanta chimica può esserci nella letteratura e viceversa.

Buona lettura!

Massimo Trotta

Massimo è chimico e svolge la sua attività di ricerca presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Si occupa di fotosintesi e delle sue applicazioni ambientali.

copertina   settembre-ottobre 2019

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