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LSD: un acido che ha fatto la storia - Il movimento hippie

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A poco a poco, dalle cliniche psichiatriche e dai laboratori militari, le sostanze psichedeliche si propagarono nel mondo. Grazie al suo effetto di amplificazione della creatività molti artisti, cantanti, scrittori ed intellettuali iniziarono a usare l'LSD. Diversi gruppi musicali diedero vita al cosiddetto rock psichedelico tra cui i Grateful Dead, i Pink Floyd, Jimi Hendrix, i Doors, i Jefferson Airplane e persino i Beatles. La storia della sostanza si fonde, quindi, molto strettamente a quella della controcultura degli anni Sessanta principalmente in Gran Bretagna (per approfondimenti si rimanda al libro Albion Dreaming) e negli Stati Uniti, per i quali traccio qui brevemente la storia.

 

Uno dei primi impulsi fu dato dallo scrittore californiano Ken Kesey, autore nel 1962 del bestseller "Qualcuno volò sul nido del cuculo". Il libro, diventato famoso anche per il film del 1975 con Jack Nicholson, fu in effetti ispirato dalle esperienze di LSD che Kesey ebbe come volontario in una clinica psichiatrica californiana, nell'ambito del progetto MK-ULTRA. Diventato ricco, e senza la necessità di lavorare, fondò con un gruppo di amici i "Merry Pranksters" (i Burloni Felici), ritenuti i precursori del movimento hippie. Insieme partirono per un viaggio attraverso gli Stati Uniti a bordo di uno scuolabus variopinto chiamato "Furthur" (vi dice niente la Mystery Machine di Scooby Doo?) improvvisando concerti, reading e jam session e distribuendo LSD gratuitamente. Questo girovagare ispirò libri e film, tra cui "Sfida senza paura" di Paul Newman. Una volta arrivato a New York, Kesey conobbe, tra gli altri, Timothy Leary, un personaggio centrale nella diffusione dell'LSD su larga scala. Leary, mentre era insegnante di psicologia ad Harvard, entrò in contatto per la prima volta con le sostanze psichedeliche proprio in Messico, ingerendo sette piccoli funghi come quelli scoperti da Gordon Wasson. In un'intervista rilasciata tempo dopo dirà di aver imparato sulla psicologia di più in 5 ore sotto l'effetto della psilocibina che nei 16 anni precedenti come psicologo. Tornato ad Harvard aggiunse lo studio dei farmaci allucinogeni al suo programma e proseguì le ricerche assumendo in prima persona, insieme al suo team, le sostanze psicoattive. Questo, però, non piacque al suo capo di dipartimento, tanto da spingere Leary a lasciare Harvard e a fondare una comunità psichedelica a Millbrook, sulla costa orientale degli Stati Uniti. La comunità fu frequentata da persone di ogni tipo e ceto, perché l'LSD era un formidabile "livellatore sociale".

 

Leary fece un grosso ordinativo di psichedelici (200 grammi di LSD e un chilo di psilocibina) alla Sandoz con l'intento di diffonderne l'uso il più possibile. Lui, infatti, vedeva la società americana come una specie di manicomio in cui vi era gente ossessionata dal materialismo, dalla sete di potere e dalla guerra e desiderava usare gli psichedelici per elevare il livello spirituale degli americani, in una sorta di rinascimento religioso e spirituale, anche sulla spinta delle tendenze New Age e degli influssi culturali che giungevano dall'India e dall'Estremo Oriente. Arrivò addirittura a incoraggiare i giovani ad abbandonare la scuola, vista come la peggiore di tutte le droghe, e a disertare le elezioni e l'impegno civile per entrare in armonia con la natura e con Dio. L'LSD si diffuse, quindi, in strati della popolazione sempre più giovani, un aspetto negativo considerando che lo stesso Hofmann, che pure era favorevole all'uso degli psichedelici in condizioni controllate e per scopi di ricerca, era consapevole che questa droga poteva essere dannosa per persone la cui psiche è ancora in fase di sviluppo.

 

Dal 1965 i laboratori Sandoz interruppero le proprie spedizioni di LSD verso gli Stati Uniti, a seguito di una richiesta di spiegazioni provenienti dal Governo USA in merito al suo uso ed effetti principali. A quel punto a Millbrook, come in altre comunità sorte nel frattempo, rischiarono di rimanere senza sostanze: l'unica soluzione era sintetizzare l'LSD a partire dai suoi precursori. Pur non essendo illegale, la produzione di LSD avvenne per lo più in laboratori clandestini e, curiosamente, fu messa a punto e portata avanti (insieme o indipendentemente) da alcuni personaggi che non erano chimici di professione. Tra gli altri ricordiamo Tim Scully, ingegnere elettronico, Owsley Stanley, ingegnere audio e Nicholas Sand, antropologo. Tim Scully e Nick Sand produssero insieme, fino all'estate del 1969, più di 3,6 milioni di "cartoni" di LSD (tavolette da sciogliere sotto la lingua imbevute di 300 microgrammi ciascuna), che soprannominarono "Orange Sunshine". San Francisco fu la prima città dove l'LSD fu commercializzato a basso costo e legalmente. Non era raro assistere, nei parchi cittadini, a matrimoni hippie in cui l'unico sacramento era l'assunzione della droga con il vino! Diventava chiaro che le giovani generazioni che l'assumevano non potevano più accettare le regole della società tradizionale e protestavano in particolar modo contro le guerre. Infatti, le esperienze "trans-personali" indotte dagli acidi, che espandendo l'io mettevano ciascun individuo in stretta connessione con le altre persone, gli animali e la natura, rendevano assolutamente inaccettabile l'omicidio. Le proteste contro il conflitto in Vietnam, che stava falciando un'intera generazione di giovani americani, si fecero sempre più insistenti, anche grazie al diffondersi delle sostanze psichedeliche. Centinaia di migliaia di dosi vennero spedite gratuitamente agli stessi soldati americani impegnati al fronte. Migliaia di pacifisti e hippie manifestavano insieme contro la guerra e l'LSD diventò il simbolo dei movimenti di protesta degli anni Sessanta. In un gigantesco raduno di vari gruppi di contestatori e pacifisti, a San Francisco, Leary pronunciò un famoso discorso in cui enunciò i tre concetti chiave: Turn on, tune in, drop out (Accenditi, sintonizzati, abbandonati), ovviamente da realizzare attraverso l'assunzione della sostanza.

 

L'LSD diventò, quindi, un capro espiatorio, un obiettivo facile per coloro che volevano sedare le ribellioni giovanili e i movimenti pacifisti e il governo degli Stati Uniti diede il via a una formidabile campagna di demonizzazione degli psichedelici. In un'intervista alla TV, l'allora governatore della California, Ronald Reagan, si dichiarò estremamente preoccupato per l'uso dell'LSD, ritenendolo estremamente pericoloso. Nell'ottobre del 1966 la sostanza fu vietata. Scully e Sand si trovarono di colpo a essere dei criminali ma non fermarono la produzione per una sorta di "devozione agli psichedelici", entrando in clandestinità. Una volta scoperti, furono incriminati e condannati a diversi anni di prigione. Nonostante la messa al bando, la diffusione degli psichedelici non conobbe una battuta d'arresto. San Francisco, e specialmente il quartiere di Haight-Ashbury, vennero progressivamente invase da giovani provenienti da tutti gli Stati Uniti, attirati dalla disponibilità di LSD. All'inizio dell'estate del 1967, passata alla storia come la "Summer of Love", almeno 10.000 giovani in cerca di pace, amore e libertà, dormivano per le strade, affamati e accalcati nelle discoteche a consumare dosi massicce della droga. In moltissimi venivano trasportati in ospedale in stato confusionale e in preda al panico.

 

Commentando quegli avvenimenti, Hofmann affermò che non avrebbe mai pensato che una sostanza dagli effetti così potenti sarebbe arrivata nelle strade. Il presidente Nixon arrivò a dichiarare Timothy Leary l'uomo più pericoloso degli Stati Uniti e quest'ultimo fu condannato a 20 anni di carcere per semplice possesso di marijuana. Secondo Stanislav Grof (psichiatra ceco che negli anni '50 e '60 utilizzò l'LSD sui suoi pazienti per lo studio di stati alterati) fu il comportamento irresponsabile di Leary a rendere gli psichedelici così pericolosi, aumentandone i rischi a discapito dei benefici, e così ne fu stroncato anche l'uso legittimo in ambito di ricerca.

Francesco Milano

Francesco Milano è ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche presso la sede di Bari dell’Istituto per i Processi Chimico-Fisici. Laureato in Chimica nel 1997, è da anni impegnato nello studio della fotosintesi, nella cattura dell’energia associata alla luce solare e sua trasformazione in energia chimica.

copertina   settembre-ottobre 2019

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