Sapere Scienza

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In partenza verso il Polo sud. Un viaggio tra scienza e comunicazione per Elena Ioli

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Elena Ioli è una fisica teorica, un’insegnante e una divulgatrice. Scrive testi didattici per le scuole superiori ma anche libri che riescono ad avvicinare il grande pubblico a concetti complessi come i buchi neri, lavori attraverso i quali traspare perfettamente il suo entusiasmo nei confronti della scienza e della sua comunicazione. Elena tra pochi giorni partirà per l’Antartide: sarà protagonista, insieme ad altre scienziate, di un progetto internazionale sull’impatto dei cambiamenti climatici, Homeward bound. Prima della partenza, prevista tra pochissimi giorni, abbiamo voluto porle alcune domande su questa avventura e sui suoi obiettivi.

 

Cosa ti ha spinto a partecipare al progetto Homeward bound?

 

L’Antartide è un luogo iconico e remoto, fragile e incontaminato. La possibilità di visitarlo, partecipando a un progetto internazionale di donne che unisse i due ambiti ai quali mi dedico da anni, scienza e comunicazione, mi ha da subito attirato. Il passo è stato breve: mi sono candidata e sono stata selezionata. Ora, però, mi sto rendendo conto che manca davvero pochissimo alla partenza e non vi nascondo che mi sento nello stesso tempo elettrizzata e spaventata. Roald Amundsen, esploratore norvegese che raggiunse il Polo Sud nel 1912, nella prima spedizione che riuscì in questa impresa, diceva che in Antartide “l’uomo è il fattore sconosciuto”: questo continente richiede prudenza e grande rispetto, i valori che sicuramente mi guideranno in questo viaggio.

 

Di cosa ti occuperai in Antartide?

 

Visiteremo alcune basi scientifiche, tra le quali l’ucraina Vernadsky e la cinese Great Wall, incontrando i ricercatori che vivono per buona parte dell’anno in questi siti isolati e che si occupano di numerose discipline, come la biologia marina, la climatologia continentale e marina e la fisica dell’atmosfera. Proseguiremo con una formazione intensiva sui temi riguardanti l’ambiente, il clima e la comunicazione strategica. Il lavoro sarà diviso per gruppi, a seconda delle nostre competenze specifiche. Io farò parte del team che tratterà la fisica dei cambiamenti climatici e i suoi impatti, altri svolgeranno approfondimenti su inquinamento, comunicazione della scienza del cambiamento climatico, fonti di energia rinnovabili e altri argomenti.

 

In termini professionali e umani, cosa speri ti porterà questa esperienza?

 

Sicuramente la possibilità di conoscere e collaborare con scienziati esperti di climatologia, ambiente, politiche ambientali, tutti temi di cui si parla molto ma spesso con toni solo allarmistici. I modelli e le simulazioni che riguardano clima e riscaldamento globale, per quanto con esiti talvolta diversi - per esempio riguardo alle previsioni future del livello di innalzamento degli oceani (da 30 a 40 cm o più nel XXI secolo) o all’aumento di temperatura nei prossimi vent'anni (da 0,05 a 0,2 °C per decennio) - concordano su un dato: il riscaldamento è certo, sta avvenendo. Il clima ha una sua inerzia, dovremo fare i conti con gli effetti dell’aumento della concentrazione di gas serra per secoli, anche se il tasso di emissioni dovesse stabilizzarsi. Inoltre sfrutterò questo bagaglio di esperienze e conoscenze a scuola, con i miei studenti. Il futuro è anche nelle loro mani, è importante che siano informati e responsabili.

 

Intervista a cura di Redazione

Elena Ioli

Elena Ioli è una fisica teorica. Ha studiato i buchi neri, ha un master in comunicazione della scienza, insegna fisica, è autrice di testi di fisica per la scuola superiore ed editor scientifico.

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