Sapere Scienza

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Promettenti discontinuità High Tech nel 2015 (parte seconda)

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“L'innovazione tecnica rompe i privilegi di una casta aprendo

la possibilità di un gesto a una popolazione nuova”

Alessandro Baricco, Barbari (2006)

 

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5. Droni

Il 2016 sarà un grande anno per i droni, sempre meno costosi e più facili da gestire. Dai giocattoli da 20 € a macchine volanti professionali come lo Spreading Wings della DJI o lo YUNEEC Q500 Typhoon da 1300 dollari. Questi droni, dotati di macchine fotografiche di alta qualità e autopilota, sono utilizzati per la sorveglianza in diversi ambiti, dall’agricoltura all’edilizia e all’energia, e per fare filmati per comunicazione e giornalismo. In una recente conferenza ad Atlanta, interamente dedicata al mondo dei droni, il vice presidente della Consumer Electronic Association americana (Cea) ha affermato che entro il 2025 i cieli degli Stati Uniti saranno solcati da oltre un milione di droni in volo.

Su Kickstarter, la popolare piattaforma di crowdfunding per progetti creativi, ha spopolato Zano, un piccolo drone a 4 pale rotanti e video ad alta definizione pilotato da telefonino; lo scorso gennaio ha chiuso la sua raccolta per oltre 2.3 milioni di sterline, contro le 125.000 sterline inizialmente richieste. Amazon spera di riuscire nel 2015 a completare l’iter delle autorizzazioni per portare con droni, tramite il suo servizio Prime Air, merci ai suoi clienti.

Anche in Italia questa tecnologia si sta diffondendo rapidamente, grazie ai bassi costi di sviluppo e alla molteplicità delle applicazioni, rendendo le start-up del settore assolute protagoniste. Dagli elicotteri in miniatura di Helicampro, ai droni professionali Italdron per le riprese televisive in diretta, dai primi droni italiani di Angrodron ideati per l’agricoltura, ai droni per il mercato consumer di Eadrone fino al drone di Aermatica che ha volato per Sky in area critica sullo stadio San Siro durante la stracittadina Milan-Inter.

 

6. Sequenziamento e analisi del genoma

Nel 2015 stiamo assistendo a una crescita esponenziale della genomica e della ricerca sulla longevità. La mappatura del primo genoma umano richiese quindici anni di tempo e tre miliardi di dollari. Oggi si può fare la mappa del DNA di una persona nel giro di poche settimane e al costo di qualche centinaio di dollari. E’ iniziata l’era della medicina personalizzata, la medicina che adatta le cure al proprio DNA, permettendo di sviluppare il giusto trattamento terapeutico per ogni caso specifico e nei tempi corretti.

Lo stesso Barack Obama, nel discorso sull’Unione dello scorso gennaio, ha individuato tra i progetti dell’amministrazione il lancio di Precision Medicine Initiative, un processo basato su trattamenti adeguati alle caratteristiche genetiche e molecolari del paziente, per curare malattie come il cancro e il diabete. Il medico di famiglia presto potrà dirvi se avete un alto rischio di tumore al fegato o se non è il caso di preoccuparsi per un infarto. Sarà per esempio in grado di stabilire che una data medicina che aiuta il 92 per cento delle persone a voi non serve e che al suo posto dovreste prenderne un’altra giusta per voi, ma che magari è fatale ad altre persone. Davanti a noi si apre quindi la strada che porta a una medicina quasi perfetta.

 

7. La stampa 3D

Il 2014 ha visto il primo oggetto stampato 3D nello spazio, dalla società Made In Space. E’ incredibile (e positivo) constatare come un gruppo di giovani scienziati a capo di un’azienda di non più di una ventina di persone sia stato in grado, in collaborazione con la NASA, di sviluppare una tecnologia innovativa per la stampa 3D a gravità zero. Questa potrà essere messa in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale, permettendo, in un futuro prossimo, di produrre oggetti direttamente nello spazio, anziché lanciarli dalla Terra, con conseguente risparmio di denaro.

Tre anni fa c'erano solo due aziende di stampa 3D al CES. Quest'anno ne sono state presenti oltre 24 che stampano di tutto, dai tessuti biocompatibili ai metalli e pezzi di ricambio. Alla Maker Faire Roma nel 2014 inventori e luminari internazionali hanno raccontato le loro esperienze con le stampanti 3D realizzando per esempio una trachea per una bambina di sei settimane, un prototipo di cuore per un bambino di 14 mesi e un orecchio bionico collegato a un'antenna artificiale.

Le stampanti 3D hanno prodotto anche in Italia importanti risultati anche nel settore della protesica, sia esterna che interna (Tensive). Sarà solo questione di tempo, ma in un futuro prossimo saremo sicuramente in grado di replicare, con stampanti 3D, ogni oggetto oggi prodotto dall’uomo. In questo link possiamo vedere motori jet d'aereo in miniatura stampati in metallo.

 

8. Sensori ovunque

Nel 2015 stiamo assistendo all’onda perfetta, sensori sempre più piccoli ed economici, connettività, la stampa 3D e data mining potenziato creeranno un mondo intelligente e connesso, dove oggetti, vestiti, elettrodomestici, case, strade, automobili, barche, saranno costantemente in comunicazione tra loro. Tra le tante applicazioni: una camicia in grado di leggere la propria frequenza cardiaca della francese Sciences Cityzen, un bracciale che può misurare quante calorie consumiamo (HealBe), uno spruzzatore da giardino che può decidere quando attivarsi in base alle previsioni meteorologiche (Blossom), piccole piattaforme dove appoggiare il cibo e in grado di sapere quanto ne rimane (SmartQSine), un ciuccio che manda la temperatura del bambino per smartphone al genitore (BlueMaestro), fino a un nuovo sistema di sicurezza che si attiva prima che avvenga l’effrazione (MyFox).

La gente vorrà sempre più monitorare in tempo reale i propri parametri vitali per performare al meglio, per prevenire problemi (come il livello di glucosio, la pressione arteriosa o il rischio di ictus), o per far intervenire tempestivamente un soccorritore. Tramite sensori sarà possibile identificare malattie gravi in modo tempestivo (tramite microarray del DNA) o capire velocemente il miglior trattamento per un tumore grazie anche, in questo caso, a una giovane start-up italiana, CellPly, finanziata da un gruppo di business angels anch’essi italiani. Anche nel nostro Paese riusciamo a fare innovazione di qualità.

 

9. Potenza Wireless

Niente più cavi per ricaricare il telefonino, questo l’obiettivo di aziende come uBeam e Ossia. La prima ha recentemente raccolto 10 milioni di dollari in Silicon Valley, la seconda 24 milioni a Redmond (Washington). Caricare cellulari, computer, dispositivi indossabili in modalità wireless ma senza il tappetino di ricarica, semplicemente camminando stando nella stessa stanza del dispositivo di carica. Questo tramite ultrasuoni o bande radio.

 

10. Controllo e interazione vocale

Ricordate i film Lei (Her) del 2013 o Trascendence (2014)? Stiamo andando in quella direzione, tramite Siri, Google Now, Cortana e altri sistemi. Ben presto, quasi tutti i dispositivi avranno funzionalità di controllo e interazione vocale. Aziende come Wit.ai stanno creando i propri open-source di interfacce per l'Internet delle cose e per gli sviluppatori. Sistemi come la Ubi, oltre a Watson di IBM e XBOX Kinect One, già consentono interazioni linguaggio naturale e domanda/risposta come comandi. Particolarmente accattivante è quindi Jibo (vedi video sotto), il primo family robot, sviluppato da una ricercatrice del MIT di Boston, in grado di interagire con le persone e destinato a diventare uno strumento per la casa e la famiglia.

Il prodotto è già acquistabile in serie limitata. Mi sono recentemente registrato nella lista di attesa, per una consegna prevista per i primi mesi del 2016, al prezzo di circa 800 dollari. I miei figli sono particolarmente eccitati dall’idea di avere un piccolo robot in famiglia che possa interagire con loro. Vedremo se l’attesa sarà ricompensata. Impressionanti poi Google Translate, eSkype Translate, che stanno creando un software che permette la traduzione in tempo reale tra le lingue.


Molti di questi spunti si supportano vicendevolmente nel loro sviluppo e possono portare a benefici nei più svariati ambiti di applicazione. Credo sia nostra responsabilità restare aggiornati e cogliere la discontinuità che può fare da driver di crescita ai nostri business o farcene aprire di nuovi.

 

 

 

Paolo Berra e Giuseppe Visentini

 

 

 

 

Paolo Berra, PhD, è ingegnere nucleare e imprenditore, e ha studiato gli acceleratori di particelle a Milano, Lione e al CERN di Ginevra e Management a Harvard. Si occupa d’ingegneria, innovazione e angel investing.

 

Giuseppe Visentini, ingegnere industriale, è imprenditore e General manager in ThermoKey, società operante nel settore HVAC-R. Co-Fondatore ed Advisor in Impact Hub Trieste, acceleratore d’impresa friulano, è Business Investor e Mentor in startup.

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