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RUBRICA - Geologia

La forte scossa di magnitudo 6.5 della notte tra il 25 e il 26 novembre 2019 con epicentro tra Durazzo e Tirana in Albania sta lasciando dietro di sé la consueta triste scia di morti e feriti che sempre accompagna questi eventi, soprattutto quando avvengono in prossimità di centri abitati. Il terremoto è avvenuto in una regione caratterizzata da una significativa sismicità, che è culminata in passato in terremoti di magnitudo elevata. Alcuni esempi relativamente recenti sono il terremoto di Skopje in Macedonia del 1963 (M = 6.1) e il terremoto di magnitudo 6.9 avvenuto il 15 aprile del 1979 sulla costa del Montenegro.

L'Isola di Stromboli nell'arcipelago delle Eolie è un vulcano attivo. Spesso ci dimentichiamo di questi "dettagli" che però tornano prepotentemente alla ribalta quando accadono tragedie come quella del 3 luglio scorso, quando una fase esplosiva particolarmente violenta e improvvisa del vulcano ha causato una pioggia di lapilli e bombe vulcaniche, con emissione di gas e ceneri, anche a grande distanza, e l'innesco di numerosi incendi.

Cinque anni fa, il Dipartimento di Protezione Civile della Presidenza del Consiglio incaricò una Commissione Internazionale (ICHESE) per investigare se vi fossero state attività umane che potessero avere indotto o innescato il terremoto in Emilia del 2012. La commissione concluse che non poteva essere escluso che la re-iniezione di fluidi nel giacimento petrolifero di Cavone, vicino a Modena, potesse aver innescato la catastrofica sequenza. Oggi alcuni ritengono infondate le conclusioni della Commissione ICHESE. Sinora, nessuno ha mai chiesto l’opinione al Professor Peter Styles, che presiedeva la Commissione. Sapere lo ha fatto.

La tragedia di questi giorni ha portato tristemente alla ribalta della cronaca un sito bellissimo e misterioso, le Gole del Raganello in Calabria, un sistema di canyon lungo una ventina di chilometri nell'area del Parco Nazionale del Pollino: un gruppo di escursionisti è stato travolto da una piena improvvisa e violenta con un esito drammatico. Non volendo discutere sul problema, pur molto importante, del "se" e del "come" una tale tragedia fosse evitabile, proviamo a concentrarci sul perché un sito come questo si dimostra così interessante e attrattivo.

L'India è indissolubilmente legata al Gange, il fiume che l'attraversa: teatro di ritualità e fonte di vita spirituale. Le sue acque, conosciute in un passato ormai lontano per le proprietà curative, sono fortemente inquinate: un problema che coinvolge non solo gli indiani ma tutto il mondo, considerando che con la sua enorme portata (12.500 m3/s all'altezza di Bhagalpur) sfocia in mare, immettendo in circolo negli oceani rifiuti e sostanze tossiche. Il CNR-IBAF (Istituto di biologia agro-ambientale e forestale), sostenuto dai fondi dell'Unione Europea e con il partenariato del NEERI (National Environmental Engineering Research Institute, CSIR-Council of Scientific & Industrial Research, India) coordina il progetto TECO, Technological ECO-innovations for the quality control and the decontamination of polluted waters and soils, il cui obiettivo è incrementare e rafforzare gli scambi tra Europa e India di esperti e innovatori nel settore delle nuove tecnologie applicate alla decontaminazione di suoli ed acque e al miglioramento della qualità ambientale.

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