Sapere Scienza

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L'Etna e le sue eruzioni

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L’Etna è il vulcano emerso più alto d’ Europa e tra i più’ attivi al mondo. Si eleva oltre 3300 metri sul livello del mare con un profilo maestoso e irregolare modellato dell’emissione di lava, gas e cenere, che avviene in modo continuo anche con spettacolari fuochi di lava. Il 15 Marzo la ripresa dell’attività esplosiva ha causato un incidente e il ferimento, fortunatamente non grave, di una decina di persone.

 

La neve e l'esplosione freatica

Gli esperti ritengono si tratti di un fenomeno occasionale e molto particolare, dal momento che le eruzioni dell’Etna sono prevalentemente di tipo effusivo e poco pericolose. Durante questo ultimo evento però, la classica eruzione lavica è avvenuta in presenza di abbondante neve, che ha provocato una esplosione cosiddetta freatica: il calore ha cioè provocato l’improvvisa vaporizzazione della neve con conseguente esplosione di acqua, cenere e roccia. Un evento dunque relativamente inusuale, legato alle particolari condizioni stagionali piuttosto che a mutate condizioni geologiche del vulcano.

 

L'attività dell'Etna

L’attività dell’Etna è pressoché continua, e l'intero edificio può essere considerato come la sovrapposizione di diversi coni sviluppatisi nel tempo intorno a una stessa regione di risalita del magma. Le alte pendenze della parte sommitale sono il risultato dell’attività effusiva persistente al cratere centrale, che accresce l’edificio vulcanico rapidamente, grazie a piccole colate di lava; diversamente, alla base, l’attività è sporadica e legata alla fratturazione delle pareti che innescano eruzioni laterali. Sebbene l’attività vulcanica sia iniziata circa 500 mila anni fa, la formazione del vulcano, così come lo conosciamo oggi, è avvenuta molto più recentemente, si pensa tra circa 150 e 80 mila anni fa. Ma quali sono le condizioni geologiche che hanno causato la formazione di un vulcano così grande e attivo in quella regione?

 

Come si è formato l'Etna?

L’Etna ha le sue “radici” nel Mar Ionio, dove è associato a una serie di corpi vulcanici che ne ampliano ulteriormente la base ellittica. Ed è proprio nel Mar Ionio che hanno sede i processi tettonici all’origine della formazione del Monte Etna e delle vicine Isole Eolie, anche se questi due sistemi vulcanici mostrano notevoli differenze. Nella regione della Calabria e della Sicilia settentrionale, la placca Africana sprofonda al di sotto di quella Eurasiatica e quando raggiunge condizioni di temperatura e pressione sufficientemente alte, essa subisce una fusione parziale con conseguente risalita di magma nella regione del Mar Tirreno meridionale. E’ qui che si formano le isole come Stromboli, Vulcano, Lipari, caratterizzate da un tipico vulcanesimo di arco, chimicamente “contaminato” dalla placca superiore durante la migrazione del magma verso la superficie.

L’Etna si trova in una posizione geodinamica troppo avanzata verso l’Africa per essersi formato a causa della fusione parziale dello placca che sprofonda. Il chimismo delle sue lave è diverso da quello delle Eolie e suggerisce che il processo di risalita del magma sia innescato dall’immissione di fluidi direttamente nella camera magmatica. Ai piedi dell’Etna, infatti, sono presenti estesi sistemi di faglie sottomarine che tagliano tutta la crosta terrestre e costituiscono un condotto preferenziale lungo il quale l’acqua penetra in profondità, innescando la risalita di magmi dalle profondità del mantello terrestre. La Sicilia settentrionale è dunque una zona cruciale, dove si concentrano processi tettonici e vulcanici particolarmente dinamici e unici al mondo, uno snodo geologico che controlla l’evoluzione di tutto il Mar Mediterraneo.

Alina Polonia

Geologa e ricercatrice presso l'Istituto di Scienze Marine (ISMAR-CNR) di Bologna dove si occupa di geologia marina. I suoi interessi principali sono lo studio dei margini continentali e la geologia dei terremoti sottomarini.

copertina   maggio-giugno 2017

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