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La valle dei rettili volanti

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C’è un angolo di paesaggio alpino che conserva un patrimonio preziosissimo di storia naturale. Preone, un paesino nelle prealpi Carniche del Friuli, si trova lungo il tratto montano del fiume Tagliamento e si distingue per alcune scoperte paleontologiche molto importanti fatte lungo il torrente che scende dalla valle detta appunto la Valle di Preone o Chjampo, in friulano. Per raggiungere Chjampon, si percorrono quasi 10 chilometri su una strada tortuosa, lungo la quale si ha la fortuna di viaggiare nel tempo. I sottili strati di roccia che affiorano lungo il percorso rappresentano vere e proprie pagine di storia della Terra dell’Era Mesozoica che qui si presentano ben conservate e accessibili. In questo settore della Catena Alpina, durante tutto il Cenozoico, la deformazione tettonica ha prodotto l’impilamento e la litificazione di migliaia di metri di sedimenti di un oceano tropicale, la Tetide.

 

La Tetide

Sprofondando nel mantello terrestre sotto il suo stesso peso, questa antica e ormai fredda litosfera oceanica ha causato la convergenza e la collisione tra le due grandi zolle, Euroasiatica e Africana. Nelle Alpi Carniche questo processo, tuttora in corso (vedi il terremoto del Friuli del 1976), non ha scompaginato più di tanto la giacitura degli strati, tanto che spostandosi verso Nord, al confine con l’Austria, si possono osservare, caso raro in Italia, rocce Paleozoiche risalenti alla fase orogenetica precedente quella alpina e le scogliere Permiane di circa 250-300 milioni di anni fa. Salendo da Preone all’imbocco della bellissima valletta glaciale di Chjampon, si ha l’impressione di toccare letteralmente il fondo marino, visto che sono frequenti le impronte fossilizzate lasciate sulla battigia dalle onde dell’antico oceano.

 

I rettili volanti

Si possono trovare anche fossili dell’era dei dinosauri, alcuni dei quali conservati a Preone e nel Museo di Storia Naturale di Udine. Si tratta soprattutto di pesci e crostacei del Triassico superiore (circa 200 milioni di anni), ma anche di vertebrati terrestri e piante, che hanno lasciato impronte molto dettagliate e nitide su queste rocce a tessitura fine. Ed è questa la caratteristica che fa di Preone e della sua valle un piccolo gioiello geologico. Qui, negli strati grigiastri e neri del calcare e della dolomia (la cosiddetta Dolomia di Forni), che affiorano un po’ ovunque, sono stati ritrovati i resti fossilizzati dei rettili volanti più antichi mai conosciuti, tanto che fra i paleontologi di tutto il mondo Preone e la sua valle sono molto noti. Si tratta di Pterosauri, che per quanto ne sappiamo furono il primo gruppo di vertebrati ad acquisire la capacità del volo attivo, come il Preondactylus buffarinii, il più primitivo tra gli esemplari noti, che prende il suo nome proprio dalla valle dove è stato ritrovato. La scoperta è stata celebrata dalla creazione, nell’ambito di un progetto europeo, di un suggestivo sentiero paleontologico lungo il quale è possibile godersi questa meraviglia in pace e nel silenzio evocativo del volo di questi bizzarri animali.  

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Alina Polonia

Geologa e ricercatrice presso l'Istituto di Scienze Marine (ISMAR-CNR) di Bologna dove si occupa di geologia marina. I suoi interessi principali sono lo studio dei margini continentali e la geologia dei terremoti sottomarini.

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