Sapere Scienza

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Ricavare l'energia dagli aquiloni

26 Novembre 2020 di 
Gli aquiloni per generare energia: un po’ di storia

La possibilità di utilizzare la potenza di traino degli aquiloni non è una scoperta recente. L’aveva dimostrata nel 559 d.C. – purtroppo in modo perverso – il despota cinese Kao Yang, usandola per far massacrare i suoi oppositori.
Nel 1826 l’inglese George Pocock, appassionato di aquiloni, aveva brevettato la Charvolant, una carrozza trainata da due aquiloni collegati tra loro e manovrabili perché potessero “portare” anche al traverso o di bolina (infatti Pocock li chiamava “sails”). Il mezzo sui 182 chilometri tra Bristol e Marlborough aveva superato i 30 km/h ed era stato prodotto in più esemplari. Purtroppo per lui – e forse per l’umanità – negli stessi anni il suo compatriota George Stephenson aveva inventato e realizzato in più esemplari la macchina a vapore, che ebbe più successo.
Ai giorni nostri, un singolare utilizzo di tale potenza è stato realizzato da quattro scienziati spagnoli, che fra il dicembre 2018 e il gennaio 2019 hanno attraversato 2400 chilometri di Antartide con una slitta multipla pesante 2 tonnellate e trainata da un grande aquilone.

 

AWE: un sistema più efficace ed economico


Non è recentissimo neanche il primo tentativo di usare aquiloni per produrre elettricità; cioè per sfruttare con essi l’Airborne Wind Energy (AWE).
Fu nel 1935, infatti, che il tedesco Aloys Von Gries elencò vari sistemi di aquiloni da utilizzare a quello scopo nel suo brevetto DE 656194 C intitolato Durch Drachen getragene Windkraftmaschine zur Nutzbarmachung von Hoehenwinden. Nel 2011, le organizzazioni che si occupavano di AWE erano oltre 40, sei anni dopo erano oltre 60. Ciò dimostra l’attrattiva esercitata da una tecnologia che, riducendo del 90%, a parità di potenza, non solo i costi economici delle torri eoliche, ma anche quelli energetici, ne riduce di altrettanto i tempi di ritorno degli investimenti; vantaggio importante, in un’ottica GW, poiché la permanenza in atmosfera della CO2 è stimata fra i 50 e i 200 anni.
D’altra parte c’è da chiedersi come mai nessuna di quelle organizzazioni abbia finora raggiunto col proprio progetto il TRL 9, che è il massimo, ma nemmeno il 7. Secondo molti osservatori, ciò dipende da loro errate valutazioni sulla scalabilità dei rispettivi progetti.
A evitare errori di quel tipo, il progetto KGM1 è stato concepito per essere realizzato «attraverso una serie specifica di innovazioni e un approccio incrementale», con l’obiettivo di creare un “ponte” fra i progetti più semplici, come KPower e quelli più finanziati, come Ampyx Power.
Dev’essere anche per tale motivo che la prima tesi di laurea sul tema “Generatore lineare AWE”, discussa al Politecnico di Milano nell’anno accademico 2017-2018, era stata proposta dal supervisore, prof. Lorenzo Fagiano, ed elaborata dal candidato, sulla base del progetto KGM1. Un progetto ancora vergine, che al momento offre spazi liberi a ulteriori finanziatori o corporate.

Leonardo Libero

Esperto di energia solare, è stato Impiegato e dirigente Rai fino al 1987. Dal 1988 al 2000 è stato direttore di "Energia del Sole".

copertina   novembre-dicembre 2020

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