Sapere Scienza

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Un nuovo rilievo del lago di Garda

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È stato completato in questi giorni, nell’ambito del progetto GREEN LAKE, e per mezzo di una collaborazione tra l’Università Cattolica di Brescia, l’Istituto di Scienze Marine del CNR di Bologna e il Consorzio Proambiente, un rilievo estensivo del fondale del lago di Garda che ci offre una nuova interessante prospettiva su questo che è il più esteso lago italiano.

 

Il lago di Garda o Benàco, è il risultato di processi geologici e climatici complessi e, fino a ora, non era stato possibile rilevare in modo sistematico il fondo e sottofondo lacustre con le moderne tecniche della Geologia Marina. La disponibilità di strumenti ecografici ad altissima risoluzione e di “droni” acquatici, sviluppati a Bologna dal progetto NAIADI, ha permesso di ottenere “immagini” acustiche di altissimo dettaglio, che mettono in luce la grande dinamica dei processi geologici e climatici tuttora in atto.

 

Una storia complessa

 

La depressione del Garda si è formata probabilmente a partire dal Messiniano, circa 5 milioni di anni fa, quando il Mar Mediterraneo si è parzialmente disseccato, e il territorio in formazione della nostra Penisola ha subito profonde incisioni fluviali a causa dell’aumento relativo di acclività dei pendii. Questo effetto è risultato particolarmente accentuato ai piedi della Catena Alpina in formazione. Successivamente, e fino a circa 20 mila anni fa, la valle del Garda è stata occupata da estesi ghiacciai, che erodendo a monte trasportavano detriti verso la pianura, in un processo continuo e incessante di scioglimento e congelamento. Questo flusso di sedimenti verso valle ha formato, nel corso di centinaia di migliaia di anni, le bellissime colline moreniche a sud del Garda che hanno costituito uno sbarramento per le acque prodotte dal disgelo. Sebbene a scale temporali diverse, anche la deformazione tettonica associata al sollevamento della Catena Alpina ha avuto un ruolo fondamentale nel modellare la conca lacustre e nel provocare piccoli (e medi) terremoti, il cui effetto è chiaramente leggibile negli strati di sedimento che formano il riempimento del lago.

 

I laghi come archivi di storia naturale

 

Tutti i laghi, e il lago di Garda in particolare, sono elementi effimeri dal punto di vista geologico, perché destinati a riempirsi di sedimenti e a formare delle valli; anche per questo, però, sono archivi naturali della storia geologica di un territorio e della sua evoluzione ambientale. Gli strati di sedimento contengono informazioni preziose, per esempio, sul clima del passato molto utili soprattutto adesso che stiamo accelerando i mutamenti naturali.

 

Avere ottenuto delle immagini ecografiche, sebbene di altissima risoluzione, del sottofondo del Garda rappresenta quindi solo un primo passo per uno studio più approfondito sui cambiamenti del territorio nel recente e più remoto passato. E, forse, un contributo di informazioni per una sempre migliore gestione del lago nel futuro.

 

Lago di Garda

Luca Gasperini

Luca Gasperini è ricercatore presso l'Istituto di Scienze Marine (ISMAR-CNR) di Bologna, dove si occupa di geologia/geofisica marina. Ha pubblicato articoli scientifici e divulgativi in molti settori, tra i quali la geologia oceanica, la paleosismologia e i metodi geofisici. Tiene un corso di geofisica presso l'Università di Bologna.

copertina   luglio-agosto 2018

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