Sapere Scienza

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Zelandia: l’ottavo continente

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La definizione di continente si presta ad alcune ambiguità. Per il politico non esiste una regola precisa, e infatti l’Asia e l’Europa, pur formando un blocco unico di terre emerse, sono considerati due continenti distinti. Per il geografo, un continente è “una grande area di terra emersa”, ma per un geologo non è così.

I geologi distinguono una crosta continentale più leggera da una oceanica più densa e pesante, che presenta rispetto alla prima un livello di galleggiamento sul mantello terrestre più depresso. La conseguenza è che gli oceani sono sommersi dalle acque, mentre i continenti generalmente (e fortunatamente) no. E’ in quel generalmente che si gioca l’ambiguità, dato che esistono, e sono relativamente comuni, porzioni di crosta continentale sommerse dal mare. Sulla base della definizione geologica di continente e di una nuova acquisizione di dati geofisici in una regione particolarmente remota, un gruppo di ricercatori neozelandesi sta proponendo l’esistenza di un ottavo continente nel Pacifico Sud occidentale, denominato Zelandia

 

La Zelandia 

La Nuova Zelanda, infatti, è circondata da una vasta regione di oltre 5 milioni di km2 caratterizzata da un mare poco profondo e una morfologia piatta, che ad una analisi geofisica più approfondita, basata soprattutto su prospezioni sismiche e gravimetriche, ha rivelato caratteristiche continentali. Secondo le più recenti analisi, Zelandia ha cominciato a staccarsi dal supercontinente Gondwana circa 100 milioni di anni fa. Questa spaccatura ha reso il nuovo continente indipendente, ma ha assottigliato a tal punto la crosta da farla affondare al di sotto del livello marino, tanto che solo circa il 6% di esso rimane sopra l'acqua, in pratica solo la Nuova Zelanda e la Nuova Caledonia.

 

Un continente nascosto

Il fatto che questo nuovo continente sia rimasto così a lungo nascosto è in parte dovuto alla scarsa conoscenza sulla geologia del Pacifico sud-occidentale, una regione remota e caratterizzata da pessime condizioni meteomarine durante tutto l’anno. Questo largo settore oceanico a sud della Nuova Zelanda è la porta di ingresso all’Antartide per gli scienziati italiani che devono raggiungere il Mare di Ross e la base Mario Zucchelli a Baia Terra Nova.

Approfittando del transito delle nostre navi da ricerca, proprio in quell’area è in corso in questi giorni una campagna organizzata dal CNR a bordo nella nave da ricerca OGS-Explora, con lo scopo di effettuare misure geofisiche che contribuiranno forse a mettere un nuovo tassello nelle conoscenze di questo affascinante e misterioso continente sommerso.

 

[Immagine: credit Alexrk via Wikipedia]

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Luca Gasperini

Luca Gasperini è ricercatore presso l'Istituto di Scienze Marine (ISMAR-CNR) di Bologna, dove si occupa di geologia/geofisica marina. Ha pubblicato articoli scientifici e divulgativi in molti settori, tra i quali la geologia oceanica, la paleosismologia e i metodi geofisici. Tiene un corso di geofisica presso l'Università di Bologna.

copertina   luglio-agosto 2017

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