Sapere Scienza

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RUBRICA - I mondi degli animali

È ormai accettato che gli uccelli non siano altro che dinosauri con il brevetto di volo, e che la maggior parte dei teropodi (dinosauri carnivori) fossero piumati, insieme con diversi generi degli ornitischi (i dinosauri erbivori come il Triceratops). Tuttavia, se pur con un po’ di difficoltà il pubblico ha accettato l’immagine del Velociraptor coperto di morbide e colorate piume, ci sono ancora grosse difficoltà ad immaginare una specie di pollo di 15 metri chiamato Tyrannosaurus. In effetti, la scoperta di un tirannosauride cinese, Yutyrannus, che presentava tracce di piume, ha ridato vita ad uno dei dibattiti più infuocati nella paleontologia dei dinosauri: siccome un suo antenato era piumato, anche il temibile Tyrannosaurus era coperto di piume?

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Chi esplora un mondosconosciutocome quello degli abissi marini - dopotutto, conosciamo meglio la superficie di Marte che i nostri oceani - spesso lavora con animali mai visti fino a ora, o conosciuti solo da esemplarirovinatiripescati da campionamenti profondi di un secolo prima. Le difficoltà diidentificazionenel mondo della biologia marina aumentano con il crescere delle nostre conoscenze, ed un’analisi del DNA non è quasi mai la soluzione più rapida e facile.
Così, due studiose americane,Janet VoighteJessica Kurth, sono riuscite a sviluppare un metodo per identificare le specie oggetto del loro studio, cioè quelle appartenenti al simpaticissimo e buffo genere Graneledone.

Tra gli argomenti più dibattuti e meno “pubblicizzati” nel mondo scientifico, probabilmente l’origine della vita occupa uno dei primi posti in classifica. Se da una parte tra gli scienziati c’è un generico accordo sui processi chimici e fisici che avrebbero portato all’abiogenesi, cioè alla vita da molecole non viventi, diversa è la situazione per quanto riguarda il “dove” e il “quando”.

I cefalopodi sono in grado di modificare l’RNA di continuo, “aggiustando” il loro codice genetico per adattarsi al volo ai cambiamenti. Il risultato è che polpi, seppie e calamari sono capaci di adattarsi quasi immediatamente ai cambiamenti del loro ambiente, ma lo fanno a scapito dell’adattamento ad ambienti diversi: in parole povere, i cefalopodi evolvono alla lunga più lentamente perché hanno meno mutazioni, e in cambio sono capaci di editare continuamente quasi in tempo reale la loro biologia.

In passato ci è già capitato di parlare di organismi fluorescenti. L’abilità di emettere luce a lunghezze d’onda maggiori di quelle assorbite è tipica di diversi animali, ma il numero di specie a noi note con questa capacità sta aumentando sempre più grazie al progresso delle tecnologie accessibili agli studiosi; persino nei tetrapodi - cioè nei vertebrati con quattro arti - la fluorescenza si sta rivelando meno improbabile di quanto si credesse prima.

La nostra penisola non è certo luogo di scoperte zoologiche frequenti; tuttavia, anch’essa riserva le sue sorprese. Dai dati più recenti, pubblicati nel 2013, l’Italia ospiterebbe circa 53.000 specie animali, di cui circa 1.300 vertebrati; gli studiosi hanno calcolato che il 10% circa degli invertebrati ed il 5% dei vertebrati sarebbero endemici, e considerata la storia geologica recente del nostro Paese non si tratta di dati poco credibili, anzi. Nel 1907 fu descritta dalla Calabria una nuova specie di scoiattolo, che fu chiamata Sciurus meridionalis, dal pelo nero e più grosso dello scoiattolo comune.

Gli ultimi mesi hanno visto un incremento delle scoperte paleontologiche relative a organismi prima sconosciuti o addirittura impensabili; questo grazie al progredire delle tecniche di ricerca e di raccolta, oltre che di analisi dei campioni. Ultima, ma solo in senso temporale, tra queste scoperte è forse anche una delle più importanti, almeno per chi si occupa di ricostruire una sorta di “albero genealogico” dei vertebrati, e del superphylum di cui noi facciamo parte, cioè i deuterostomi.

Come abbiamo già visto in passato, la criptozoologia non si occupa certo di creature inesistenti come il bigfoot o il mostro di Loch Ness, bensì di organismi reali ma ancora non descritti dalla zoologia “ufficiale”. Lo studio degli animali nascosti calza quindi a pennello con la scoperta recentissima di alcune nuove specie di salamandra

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copertina   luglio-agosto 2017

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