Sapere Scienza

Sapere Scienza

RUBRICA - I mondi degli animali

I misticeti sono quei cetacei provvisti di strutture boccali molto particolari, chiamate fanoni, che in sostituiscono i denti e formano un apparato filtratore molto efficace: la dieta delle grandi balene con fanoni è infatti basata su piccoli animali, come il krill (gamberi) o piccoli pesci. Tuttavia, i fanoni non sono presenti negli antenati delle balene e, per quanto esistano provemolecolari dell’evoluzione da denti a fanoni, la dieta dei primi misticeti è tuttora oggetto di dibattito.

Tag: :

Il 20 aprile 2010, nel Golfo del Messico iniziava il più grande disastro della storia nel campo delle aziende petrolifere: la piattaforma della BP Deepwater Horizon esplodeva uccidendo 11 lavoratori, ed il suo affondamento, due giorni dopo, scatenava una fuoriuscita di petrolio assolutamente devastante. Certo, non si può dire che gli esseri umani abbiano mai avuto particolare cura dell’ambiente, ma questo disastro senza precedenti è stato studiato in dettaglio, e tra le tante orribili conseguenze si è assistito ad una vera e propria fioritura di batteri del genere Cycloclasticus, che sono probabilmente gli unici organismi in grado di spezzare gli anelli aromatici degli idrocarburi per trarne nutrimento – una fonte di cibo che nessun altro essere vivente sembra poter condividere. Ma la Natura ci ha abituato ad incredibili imprese per assicurare la sopravvivenza delle specie, e così uno studio pubblicato su Nature Microbiology ci ha mostrato una nuova via “inventata” dagli animali per sopravvivere in un mondo in rapido cambiamento.

 

Vulcani di asfalto

Nel 2003 furono scoperti sempre nel Golfo del Messico (una delle zone oceaniche più studiate al mondo) i primi vulcani di asfalto, strutture che si formano in corrispondenza di risalite di asfalto, appunto, sul fondale marino. Attorno a questi vulcani prosperano comunità animali che hanno immediatamente attirato l’attenzione degli studiosi, perché gli idrocarburi non sono mai stati particolarmente appetibili per gli organismi viventi. Eppure, spugne e lamellibranchi (questi ultimi del genere Bathymodiolus, noto abitatore delle sorgenti idrotermali marine) sembravano prosperare senza problemi nella zona. È noto che Bathymodiolus vive in simbiosi con batteri chemioautotrofi, e quindi può utilizzare gli elementi chimici delle vent idrotermali per ottenere nutrimento tramite i suoi simbionti, quindi gli studiosi hanno immediatamente pensato ad una simbiosi, scoprendo però che il batterio simbionte stavolta era il nostro Cycloclasticus.

 

Per gli amici si cambia

Le analisi del genoma dei Cycloclasticus simbionti hanno tuttavia mostrato una peculiarità: i batteri che vivono in simbiosi con le spugne ed i bivalvi hanno perso la capacità di spezzare gli anelli policiclici, e si sono invece specializzati nel ricavare energia dagli alcani semplici (gli alcani sono composti non ciclici di carbonio e idrogeno: il metano è l’alcano più semplice esistente). Questa abilità è però condivisa da diversi altri organismi, e pare che Cycloclasticus possa “permettersi” di nutrirsi di materiale più accessibile ad altri solo perché vive in simbiosi con le spugne ed i bivalvi. La scoperta è particolare perché tutti gli studi precedenti indicavano che questi particolari batteri potevano utilizzare solo gli idrocarburi aromatici, mentre ora è stato possibile dimostrare che essi possono cambiare dieta, per così dire, in base a come vivono: i Cycloclasticus liberi continuano ad utilizzare gli idrocarburi policiclici, mentre quelli simbionti cambiano verso una dieta più accessibile perché probabilmente protetti dalla simbiosi stessa. Nuovi studi sono necessari per comprendere a fondo questa variazione, ma abbiamo un altro ottimo esempio della versatilità dei batteri e della vita stessa.

Le mantidi sono tra gli insetti più affascinanti anche per chi non ha mai avuto la passione dell’entomologia. Il loro nome richiama meditazione e spiritualità (Mantis religiosa infatti significa più o meno “indovino religioso”), a causa della loro posizione a riposo che fa sembrare le mantidi quasi assorte in preghiera. Le prede delle mantidi sono le più varie: praticamente qualsiasi invertebrato si muova entro il raggio della loro vista. Di recente, però, gli studiosi hanno fatto una nuova scoperta che per i non addetti ai lavori potrebbe strappare qualche brivido.

Tag: :

È ormai accettato che gli uccelli non siano altro che dinosauri con il brevetto di volo, e che la maggior parte dei teropodi (dinosauri carnivori) fossero piumati, insieme con diversi generi degli ornitischi (i dinosauri erbivori come il Triceratops). Tuttavia, se pur con un po’ di difficoltà il pubblico ha accettato l’immagine del Velociraptor coperto di morbide e colorate piume, ci sono ancora grosse difficoltà ad immaginare una specie di pollo di 15 metri chiamato Tyrannosaurus. In effetti, la scoperta di un tirannosauride cinese, Yutyrannus, che presentava tracce di piume, ha ridato vita ad uno dei dibattiti più infuocati nella paleontologia dei dinosauri: siccome un suo antenato era piumato, anche il temibile Tyrannosaurus era coperto di piume?

Tag: :

Chi esplora un mondosconosciutocome quello degli abissi marini - dopotutto, conosciamo meglio la superficie di Marte che i nostri oceani - spesso lavora con animali mai visti fino a ora, o conosciuti solo da esemplarirovinatiripescati da campionamenti profondi di un secolo prima. Le difficoltà diidentificazionenel mondo della biologia marina aumentano con il crescere delle nostre conoscenze, ed un’analisi del DNA non è quasi mai la soluzione più rapida e facile.
Così, due studiose americane,Janet VoighteJessica Kurth, sono riuscite a sviluppare un metodo per identificare le specie oggetto del loro studio, cioè quelle appartenenti al simpaticissimo e buffo genere Graneledone.

Tra gli argomenti più dibattuti e meno “pubblicizzati” nel mondo scientifico, probabilmente l’origine della vita occupa uno dei primi posti in classifica. Se da una parte tra gli scienziati c’è un generico accordo sui processi chimici e fisici che avrebbero portato all’abiogenesi, cioè alla vita da molecole non viventi, diversa è la situazione per quanto riguarda il “dove” e il “quando”.

I cefalopodi sono in grado di modificare l’RNA di continuo, “aggiustando” il loro codice genetico per adattarsi al volo ai cambiamenti. Il risultato è che polpi, seppie e calamari sono capaci di adattarsi quasi immediatamente ai cambiamenti del loro ambiente, ma lo fanno a scapito dell’adattamento ad ambienti diversi: in parole povere, i cefalopodi evolvono alla lunga più lentamente perché hanno meno mutazioni, e in cambio sono capaci di editare continuamente quasi in tempo reale la loro biologia.

In passato ci è già capitato di parlare di organismi fluorescenti. L’abilità di emettere luce a lunghezze d’onda maggiori di quelle assorbite è tipica di diversi animali, ma il numero di specie a noi note con questa capacità sta aumentando sempre più grazie al progresso delle tecnologie accessibili agli studiosi; persino nei tetrapodi - cioè nei vertebrati con quattro arti - la fluorescenza si sta rivelando meno improbabile di quanto si credesse prima.

La nostra penisola non è certo luogo di scoperte zoologiche frequenti; tuttavia, anch’essa riserva le sue sorprese. Dai dati più recenti, pubblicati nel 2013, l’Italia ospiterebbe circa 53.000 specie animali, di cui circa 1.300 vertebrati; gli studiosi hanno calcolato che il 10% circa degli invertebrati ed il 5% dei vertebrati sarebbero endemici, e considerata la storia geologica recente del nostro Paese non si tratta di dati poco credibili, anzi. Nel 1907 fu descritta dalla Calabria una nuova specie di scoiattolo, che fu chiamata Sciurus meridionalis, dal pelo nero e più grosso dello scoiattolo comune.

Pagina 1 di 5

copertina   luglio-agosto 2017

  COMPRA IL NUMERO

 
  ABBONATI

 
  SOMMARIO

 
  EDITORIALE

BANNERABBONATI

iscriviti copia

castellani

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più consulta l'informativa estesa. Cliccando su ok acconsenti all'uso dei cookie.