Sapere Scienza

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Bone break: il dinosauro indistruttibile

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La paleopatologia è una branca della paleontologia che si occupa di studiare i segni di malattie, traumi e altri tipi di problemi nei fossili. Tramite questi studi è possibile fare ancora più luce sulla biologia degli animali estinti, e ne abbiamo già visto qualche esempio - come le malattie dei tirannosauri. Di recente è stato pubblicato un altro interessante articolo di paleopatologia che stavolta ha a che fare con un record: gli studiosi hanno infatti esaminato i resti fossili di un dinosauro carnivoro che ha subìto una notevole quantità di danni alle ossa ed è riuscito a sopravvivere nonostante tutto: un record di cui lo sfortunato animale avrebbe fatto a meno, ma che ci dà la possibilità di aprire un’altra finestra sul mondo dei dinosauri.

 

Ferite e traumi del Dilofosauro

Dilophosaurus wetherilli è il nome dato a un carnivoro del Giurassico provvisto di due sottili creste sulla testa e reso celebre da Jurassic Park (anche se nel racconto l’autore immagina che questo dinosauro fosse in grado di sputare veleno come alcuni serpenti attuali). Uno dei non frequenti scheletri di questo animale ha riservato sorprese per gli studiosi: ben otto diverse ossa tra braccia e cinto scapolare che mostrano segni di traumi - traumi a cui l’animale sembra essere sopravvissuto mesi se non addirittura anni, sebbene con parte degli arti deformata in maniera irreversibile. Lo sfortunato teropode presenta infatti ossa deformate, segni di frattura, un tumore osseo, e una novità in campo paleopatologico.

 

Un’altra patologia aviana 

Tra le fratture e le deformazioni, infatti, gli studiosi hanno anche identificato le chiare tracce di una patologia ossea particolare, l’osteodisplasia. Questa condizione patologica è nota in alcune specie di uccelli ma finora non era stata osservata nei dinosauri non aviani. L’aspetto più incredibile del ritrovamento, comunque, è la capacità di resistenza di questo esemplare: i danni sembrano mostrare segni di guarigione avanzata e quindi il Dilophosaurus è riuscito a sopravvivere a lungo a danni che avrebbero dovuto stroncarlo. Non sappiamo come questo sfortunato animale sia sopravvissuto (forse catturando prede più piccole del normale), né quali siano state le cause di tutti i traumi registrati, tuttavia questo nuovo esemplare rappresenta davvero un record (negativo) nel mondo dei dinosauri, e una testimonianza della resistenza degli organismi viventi più che impressionante.

Marco Signore

Laureato a Napoli in Scienze Naturali, PhD all'Università di Bristol in paleobiologia con specializzazioni in morfologia e tafonomia, è nella divulgazione scientifica da quasi 20 anni, e lavora presso la Stazione Zoologica di Napoli "Anton Dohrn". Nel tempo libero si occupa anche di archeologia, oplologia, musica, e cultura e divulgazione ludica.

copertina   settembre-ottobre 2019

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