Sapere Scienza

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Uno dei più strani ritrovamenti del XX secolo, per quanto riguarda la paleontologia dei dinosauri, è costituito da un paio di enormi braccia, che furono scoperte in Mongolia e denominate nel 1970 Deinocheirus ("mano terrificante", che potete vedere nella foto sotto che ho scattato al Museo di Paleontologia di Varsavia). Nonostante molti altri scavi, nessuno è stato in grado di ritrovare alcun altro resto attribuibile a questo animale, sebbene molti paleontologi abbiano ipotizzato la parentela di Deinocheirus con gli Ornithomimidae (dinosauri che ricordano gli struzzi, e che avrete certamente visto nel primo Jurassic Park). Tuttavia le pure e semplici dimensioni delle due braccia ritrovate hanno gettato sempre dubbi su questa attribuzione.

 

 

 

Il dinosauro... con la gobba

Qualche mese fa, però, un nuovo ritrovamento ha risolto il caso del misterioso dinosauro; e la realtà, come quasi sempre avviene in paleontologia, ha decisamente superato la fantasia. I nuovi resti recentemente ritrovati sono stati rivelati per la prima volta nell'autunno del 2013, e solo nei primi mesi del 2014 sono iniziate le prime ricostruzioni artistiche dell'animale. Per la prima volta abbiamo a che fare con un dinosauro "carnivoro" privo di denti – e questa non è una novità – ma provvisto di una gobba, come quella dei cammelli! Un ornitomimide di dimensioni incredibili (un umano gli sarebbe arrivato al ginocchio), coperto di piume e con una grande gobba sul dorso, che abitava le zone semidesertiche della Mongolia nutrendosi di vegetali e usando il grasso come riserva energetica (un fatto decisamente poco "rettiliano"). Ancora una volta abbiamo le prove che i dinosauri erano molto più diversificati e adattabili di quello che normalmente si pensa. Quanto siamo lontani dalle prime ricostruzioni di dinosauri del XIX secolo che ritraevano gigantesche e stupide lucertole!

Marco Signore

Laureato a Napoli in Scienze Naturali, PhD all'Università di Bristol in paleobiologia con specializzazioni in morfologia e tafonomia, è nella divulgazione scientifica da quasi 20 anni, e lavora presso la Stazione Zoologica di Napoli "Anton Dohrn". Nel tempo libero si occupa anche di archeologia, oplologia, musica, e cultura e divulgazione ludica.

copertina   settembre-ottobre 2019

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